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Blondie
Buon compleanno Debbie Harry, 64 anni e non sentirli
1/07/2009
di
Emanuele Tamagnini
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Happy birthday Debbie! 64 anni e forse non sentirli ancora. L’icona più bella della scena wave newyorkese compie gli anni. E lo fa con stile, come sempre, dopo aver ammesso (un paio di anni fa) di essersi sottoposta ad un lifting facciale per “ragioni di business”. Ex segretaria alla radio BBC di New York, cameriera al Max’s Kansas City, un lavoretto in un Dunkin Donuts, ballerina e coniglietta per Playboy. Poi la musica. Il folk hippie ancora piacevole da ascoltare dei Wind In The Willows (un unico album omonimo edito dalla Capitol nel lontano 1968), il trio all female delle Stilettos dove tra i componenti della backing band compare quel Chris Stein, che sarà co-fondatore dei Blondie nel 1974 e compagno nella vita della Harry per quasi 25 anni (sposato dal 1999 con la giovane attrice Barbara Sicuranza, dalla quale ha avuto due figli). Un successo folgorante. Deborah Harry viene catapultata sulle copertine di mezzo mondo.
Lei che si lamenterà spesso nelle interviste dell’immagine da “allegra fanciulla” con cui viene continuamente associata. Un controsenso se si pensa che una delle prime campagne pubblicitarie realizzate in Inghilterra per il lancio dei Blondie, la vede immersa in un vestito attilattissimo a dominare lo slogan: “non ti piacerebbe farla a pezzetti?”. Una spudorata traduzione del brano ‘Rip Her To Shreds’ contenuto proprio nel debutto omonimo (1976). La Marilyn Monroe dell’era punk. Mentre in line up si avvicendano alcuni dei migliori “gregari” della scena, la band e la Harry sono pronti per il personale capolavoro che arriva nel 1978 sotto forma di ‘Parallel Lines’.
Nel 1981 ammetteva candidamente: “il sesso fa vendere e io sono pronta a sfruttare la mia sessualità”. Aggiungendo che nel rock’n'roll, le uniche persone capaci di esprimere qualcosa di nuovo, sono le donne e gli omosessuali. E forse forse aveva anche ragione. Lo Studio 54, l’amicizia con Andy Warhol, l’affermazione totale quando nel 1980 Paul Schrader, utilizza ‘Call Me’ (nato da una proficua joint venture con il guru disco Giorgio Moroder) per il leggendario “American Gigolo” che consacra su scala mondiale Richard Gere e porta il regista del Michigan sulle orme di Bresson.
Il debutto solista (’Koo Koo’ del 1981) prodotto e confezionato da 2/4 dei fondamentali Chic, che vede la Harry stilizzata in copertina dal genio “malvagio” di H.R. Giger. Lo split nel 1982, alcuni ruoli come attrice (qualcuno se la ricorderà nello splendido “Videodrome”), la collaborazione con i Jazz Passengers, la reunion dei Blondie sul finire del 1998, il nuovo album ‘No Exit’ - quello di ‘Maria’ - che gli vale l’entrata nel libro dei record per essere la cantante donna con “più anni” a salire al numero 1 della chart UK. Un successo senza fine. Altri album, altre raccolte, altri concerti e nel 2006 si aprono le porte della Rock And Roll Hall Of Fame. Intanto ‘Parallel Lines’ compie 30 anni. E oggi i Blondie sono ancora in tour assieme alle Donnas e alla dimenticata Pat Benatar per il “Call Me Invincible Tour”.
Occorrerebbe un libro intero per raccontare la sua vita, ma per questo ci ha già pensato la stessa artista collaborando assieme alla giornalista Cathay Che (Time Out NY e conduttrice del programma “Party Talk”), per il libro edito nel 2005 ‘Deborah Harry: Platinum Blonde’. Un ritratto fedele e appassionato di una vita vissuta sul piedistallo della celebrità. Tanti auguri Debbie. Centomila di questi giorni. Con o senza un lifting in più.
(pubblicato per gentile concessione di Nerds Attack!)
Articolo del
01/07/2009 -
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