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Dandy Warhols
Nervi tesi in casa Dandy Warhols
23/07/2009
di
Emanuele Tamagnini
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Una storia di ossessioni ed amori. Di concerti ed arresti. Di registrazioni e autodistruzione. La storia di una rivalità senza fine tra il genio surrealista di Anton Newcombe dei Brian Jonestown Massacre e il visionario Courtney Taylor-Taylor dei Dandy Warhols. E’ la storia di “Dig”, delle circa 2000 ore di materiale girate da Ondi Timoner, il film-documentario vincitore di un Grand Jury Prize al Sundance del 2004. “Heaven-sent! If universities ever start graduate programs in rock stardom, “Dig!” will surely be a cornerstone of the curriculum”. Pura trascendenza. Uno degli episodi più importanti della cinematografia di genere, di quella musicale. “Painfully funny. It’s like a spectacular roadside accident; you can’t turn away.” Il lasso di tempo racchiuso nella pellicola abbraccia gli anni dal 1996 al 2002. Le vicende di un’amicizia nata qualche tempo prima, le vicende dell’utopia di Newcombe di voler cambiare il mondo dell’underground, sulle ali di una rivoluzione musicale.
Le prime crepe tra le due band iniziano quando i più defilati Dandy Warhols (e certamente meno dotati) ottengono un contratto major, lasciando nel proprio tunnel deviato, drogato e distruttivo, Anton Newcombe. Risse on stage, minacce, show memorabili, con un ritmo emozionante e senza eguali.
Cinque anni dopo i Dandy Warhols, ormai persi nell’anonimato, tornano a parlare di “Dig”. Lo fanno a Spinner e le parole del frontman sono chiare: “It’s a good thing to have gone away because it was a very dishonest experience…It’s not a very true movie. There’s a lot of acting and a lot of ‘Well, we don’t have a story. Let’s make one up. It’s a fantastically compelling movie because it’s all about awfulness and on a Jerry Springer level, it really works…I was very uncomfortable during that time because I had to play along and I didn’t know what to say in interviews. You can’t say ‘Look, it’s not true’ because it was this big documentary, ‘the best rock and roll documentary ever.”. Non è un film realista secondo questa enorme faccia da cazzo.
Rincara la dose il batterista Brent “Fathead” DeBoer che spiega: “[Director Ondi Timoner] has 1,998 hours of footage that nobody saw and she could have taken it and made a really respectful show about two really talented bands working very hard and making great record. You could follow my mom around for seven years shooting 2,000 hours of footage and make her look like a psycho…Really, she’s a lovely fourth grade teacher.” Dal canto suo la regista Ondi Timoner (che ha curato anche video clip per artisti come Paul Westerberg, Vines e Lucinda Williams) non ha ancora preso la parola per difendersi dalle accuse mosse da Taylor e compagni.
Rimane il fatto che “Dig” è un documento imprescindibile. Fondamentale per la comprensione di due semplici cose: i Brian Jonestown Massacre sono uno dei gruppi più enormi ed importanti degli ultimi vent’anni, i Dandy Warhols dei poveri coglioni che ancora non si danno pace dopo cinque anni.
(pubblicato per gentile concessione di Nerds Attack!)
Articolo del
23/07/2009 -
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