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Neanche il tempo di assorbire i postumi del nuovo brano “Harry Patch (In Memory Of), che i Radiohead ti spiattellano subito in faccia i semi di una nuova rivoluzione. “Il prezzo lo fate voi” era il mantra che scandalizzò case discografiche e critici bacchettoni all’epoca dell’uscita digitale del capolavoro In Rainbows, oggi però alcune cose sono cambiate. Internet è sempre più potente, le major sono sempre più in bancarotta e tra mp3 ed i-tunes il modo di fruire della musica ha assunto in maniera, quasi definitiva, dei connotati al passo con i tempi e la mancanza di tempo. Tempo e denaro, tempo è denaro. Thom Yorke, che non è certamente un fesso, è consapevole di questa situazione ed ancor di più, è sempre stato bravo a fiutare in anticipo alcune situazioni, sia artistiche che commerciali. Perciò, non possono e devono scandalizzare le frasi pronunciate dal leader della band nella lunga intervista concessa alla rivista The Believer: “Nessuno di noi vuole rientrare di nuovo nel noioso processo creativo di un LP. Non immediatamente perlomeno. Intendo, diventerebbe solo una grossa scocciatura. Ha funzionato con In Rainbows perché avevamo una concreta e reale idea di dove andare a parare. Ma ci siamo detti che sarebbe impossibile rientrarci adesso. Ci ucciderebbe!”. Addio ai sogni di milioni di fans in tutto il mondo di ascoltare un nuovo album dei Radiohead? Non esattamente, e Thom ci spiega perché quando dice che “ovviamente c’è ancora qualcosa di grandioso negli album. Ma siamo semplicemente noi, che abbiamo bisogno di staccarci da questo meccanismo”. Ma allora cosa dobbiamo aspettarci in futuro dalla band di Oxford? Thom e Jonny Greenwood sembrano aver individuato un percorso alternativo ed, al momento, più interessante e stimolante e che ci riporta direttamente a quanto abbiamo potuto ascoltare in “Harry Patch”, ovvero orchestre, orchestre ed ancora orchestre. “Io e Jonny, ne abbiamo discusso e ci siamo seduti a scrivere canzoni per orchestre che siano completamente adatte ad un’orchestrazione dal vivo. E’ una cosa che abbiamo sempre voluto fare, e che non abbiamo fatto perché, credo, abbiamo sempre utilizzato canzoni non scritte appositamente verso questa direzione, ma solo cercando di adattarle a questo scopo. Tutto ciò sarebbe possibile con un EP perché, con cose di questo genere, penso, è meglio avere un disco intero tutto così? Oppure averne un piccolo assaggio e capire se la cosa funziona?”. Il cd è morto, l’Album come concetto unitario, per Yorke, forse ancora no. Ma di certo la musica è cambiata e i Radiohead, che non stanno mai nello stesso posto (musicale, artistico) per due volte di seguito, vogliono cambiare pure. Forse presto avremo tra le mani un EP orchestrale firmato Yorke-Greenwood, forse cambieranno di nuovo idea prima di realizzarla. Per ora nessuno lo sa. Ma una una nuova rivoluzione firmata Radiohead , it’s coming.
Articolo del
10/08/2009 -
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