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Una tizia con il ciuffo appiccicoso come Cameron Diaz in “Tutti pazzi per Mary”, che si fa chiamare La Roux (io voglio invece ricordarmi i pop rocker sudisti Le Roux), si dice abbia trionfato al Festival di Leeds. I fratelli Gallagher hanno divorziato. Notizia rilevante nel mondo musicale, meno per chi li ha sempre detestati, rimane però indubbia l’importanza della band Oasis per una determinata “era” della musica britannica post-anni ‘80. Appare ridicolo invece, come il ciuffo della tizia di cui sopra, il modo in cui si è risolta la storia familiare. La band è stata sostituita dai Deep Purple in un festival nostrano. Davvero una cosa dell’altro mondo. E lo affermiamo senza ironia e senza pregiudizi. Ciò che resta dei Purple sarà protagonista del prossimo capitolo di “Cocoon”. Brutture su brutture. In uno scollacciato quiz televisivo a tema canzonettaro (”Salamandra”), il conduttore greve e coatto, afferma che riuscire ad indovinare ‘One’ degli U2 è “una cosa assurda”, ma rincara la dose pronunciando ‘Rebel Rebel’ (di Bowie) come “Ribol Ribol”. Fronte pronuncia da denuncia anche per la radio più cool e rock del pianeta. A “vergenrediooo” un noto conduttore ossigenato, per tutta la settimana parla in dialetto Bignami dei soliti 10-12 gruppi (immancabili i seminali Offspring, i grandiosi Nickelback, i magnifici Killers e i rocker Motley Crue), con una pronuncia inglese così piena d’errori madornali, che il nostro caro eroe sembrerebbe nato nel sud del Gambia piuttosto che nel nord d’Italia.
L’ormai disciolto nei fumi del benessere Beck Hansen, inaugura il suo Record Club con la riproposizione “fedelissima” di uno dei dischi più importanti di ogni epoca, ‘The Velvet Underground & Nico’. La particolarità sta nel fatto di averlo registrato in un solo giorno. Poteva metterci anche un solo minuto, visto che il risultato è talmente insipido, da credere che il caro figlio di papà sia ormai arrivato al capolinea. Eppure la solita (folta) schiera di grandi intenditori del gusto chiaro e pulito del Glen Grant, lo ha subito salutato come una manna rigeneratrice. Meglio invece far correre un pensiero a Sterling Morrison che lasciava codesta terra quattordici anni fa. Elton John collabora con gli Alice In Chains. Notizia che sembra abbia fatto scalpore tra molte teste vuote in giro per il mondo. Ma lo scalpore non è generato dalla collaborazione tra artisti, quanto dal fatto che gli Alice In Chains senza Layne Staley continuino a (soprav)vivere. Miserrimi. Chi non muore si rivede. Due delle “sensazioni” più ingannevoli degli anni ‘90 decidono, purtroppo, di tornare attive: Skunk Anansie e Cranberries. Disgustosi come un disco (qualunque) dei Muse. Inutili come un termosifone nel deserto. Tanto qui da noi si è soliti bere di tutto. Scarti, reietti, sottoculture, pseudo-movimenti, falsi d’autore, plagi spacciati per originali, bidoni, artisti scoppiati, artisti in playback, ciofeche, calzette e mezze calzette. Dove c’è casa, ci vorrebbe Godzilla. Auguriamoci un imminente “big bang” che azzeri tutto. Per ripartire di slancio. Per ripartire da capo. E buona China-Martini a tutti.
Vostro “Chiedi chi erano i Brutos” Sensei.
(pubblicato per gentile concessione di Nerds Attack!)
Articolo del
01/09/2009 -
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