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Chuck Biscuits
Morte e resurrezione di Chuck Biscuits, batterista punk
30/10/2009
di
Francesco Donadio
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La Grande Rete si sta confermando come luogo in cui circola una quantità talmente immensa di informazioni, che alcune di queste si rivelano essere delle macroscopiche "bufale". E però, prima di essere rivelate come tali, magari fanno il giro del mondo e si diffondono a velocità supersonica.
E' quanto accaduto ieri in relazione a Chuck Biscuits, uno dei più importanti batteristi dell'era punk, dapprima con i canadesi D.O.A., quindi con i californiani Black Flag, Circle Jerks, Fear, Weirdos, fino alle più recenti collaborazioni con i Danzig e i Social Distortion. Ebbene, tutti i media hanno riportato la morte di Chuck (vero nome: Charles Montgomery) all'età di 44 anni "a causa di un tumore alla gola". I necrologi, naturalmente, si sono sprecati, alla memoria del povero "Chuck Biscuits, 1964-2009".
Il problema è che la fonte della notizia era solo un blog gestito da tal James Greene Jnr, un fan probabilmente in buona fede che per sei mesi era in contatto via email con delle persone che riteneva essere Chuck Biscuits e la moglie Tabitha Montgomery. Oggi, sullo stesso blog, James Greene Jr. comunica di aver scoperto che le email che riceveva (e da cui aveva appreso del decesso) erano di qualcun altro che, evidentemente, gli ha voluto giocare un macabro scherzo. La stessa moglie di Chuck Biscuits è intervenuta sul blog per dichiarare che, in effetti, il marito - da cui è peraltro separata - è vivo e vegeto.
Buon per lui. E una buona lezione per tutti noi, da farci nutrire sempre più dubbi sull'affidabilità della stampa nell'era del "copia & incolla".
Articolo del
30/10/2009 -
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