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Per cercare di conquistare l'elettorato piu' giovane, i politici di tutto il mondo cercano di mostrarsi come cultori della musica pop, armeggiando, a volte maldestramente, con i nomi delle stelle della musica internazionale. Gordon Brown ha detto che si sveglia ogni mattina al suono degli Arctic Monkeys, l'album preferito di David Cameron e' dei Killers e Tony Blair ha dichiarato di ascoltare i Darkness. Ma i dittatori, invece, cosa ascoltano? La playlist e' stata rivelata dal giornale britannico Telegraph. Robert Mugabe, presidente dello Zimbawe, e' un fan di Cliff Richard. Nel 1980, quando seppe che Bob Marley si sarebbe esibito per festeggiare l'indipendenza del Paese africano, dichiaro' che avrebbe preferito "il sempre sano Cliff Richard". Marley fece comunque il suo show, al quale assistettero 100mila persone, tra cui il principe Carlo d'Inghilterra. Osama bin Laden, invece, avrebbe un debole per Whitney Houston. La poetessa sudanese Kola Boof, che dice di essere stata tenuta come schiava del sesso dal leader di Al-Qaeda nel 1996, ha rivelato la passione del terrorista per la Houston, i Van Halen e i B-52. Per la Boof, Osama era un "devoto festaiolo" e avrebbe voluto incontrare la diva americana, comprarle un palazzo in Sudan e uccidere Bobby Brown, suo marito d'allora.
Il colonnello Muammar Gheddafi adora Lionel Richie. Nel 2006 il leader libico chiese un autografo all'ex cantante dei Commodores, dopo che quest'ultimo si era esibito al "Concerto per la Pace" in Libia, nel 20mo anniversario dell'attacco statunitense su Tripoli nel quale mori' la figlia adottiva, Hanna. Slobodan Milosevic amava la voce di Frank Sinatra. L'ex presidente jugoslavo, morto nel 2006 all'Aja mentre era sotto processo per genocidio e crimini contro l'umanita', ascoltava spesso "My Way" nella sua cella. 'Slobo' aveva iniziato ad ascoltare Sinatra mentre lavorava come banchiere a New York nel 1970. Kim Jong-il e famiglia sono cultori di Eric Clapton. L'anno scorso, il 'caro leader' nordcoreano invito' personalmente l'artista americano ad esibirsi nel suo Paese, ma Clapton rifiuto'. Kim Jong-Chul, il figlio che ha studiato in Svizzera, ama talmente tanto la musica di Clapton che ha partecipato a quattro suoi concerti in Germania. Mahmoud Ahmadinejad, infine, e' un patito di Chris De Burgh. Al cantante irlandese era stato permesso di suonare in Iran la scorsa estate, ma gli spettacoli erano stati annullati a causa degli scontri scoppiati dopo le elezioni. De Burgh, famoso per successi come "Lady in Red", sarebbe diventato il primo artista occidentale ad esibirsi nel Paese dalla rivoluzione khomeinista, nel 1979.
Articolo del
21/01/2010 -
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