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Uscira' a maggio il nuovo disco di Bob Geldof. A otto anni dall'album Sex, Age & Death, ospite in qiesti giorni della terza giornata del Reggio Calabria Filmfest ha annunciato: "Ho appena finito di registrare 31 brani. Sono canzoni soprattutto rock, altre piu' amare, alcune riflessive, una sola d'amore". Nel corso della conferenza stampa, in occasione dell'unica tappa italiana che si e' tenuta in presenza del direttore artistico della kermesse Gianluca Curti, il musicista irlandese, autore di numerose campagne umanitarie e tre volte candidato al Nobel per la pace, ha quindi ribadito il senso del suo impegno sociale: "Ci sono problemi terribili e difficili da risolvere per questioni politiche, e non capisco perche' si scelga di non risolverli. Quando si verificano disastri come quello di Haiti gli esseri umani rispondono per compassione, l'unico modo per aiutarli e' fare donazioni. Ma la poverta' non e' un atto di Dio, deve essere risolta dalla politica". E sulla spinosa questione degli immigrati di Rosarno, Sir Geldof ha detto: "La Calabria conosce la poverta', gli atti criminali ne sono una conseguenza. Quando le persone arrivano dall'Africa in cerca di una vita migliore e trovano condizioni analoghe a quelle lasciate, sara' solamente il razzismo a vincere. E' una reazione umana e primitiva, tutti perdiamo il controllo ma e' la piu' bassa delle risposte umane".
Protagonista del film "Pink Floyd The Wall" di Alan Parker, proiettato nel corso della terza giornata del festival, Bob Geldof ha anche chiarito quanto sia "naturale resistere ai cambiamenti". "Il muro e' dentro di noi - ha spiegato - e l'idea di cambiare spaventa. Solo quando ci sentiamo coinvolti da una crisi economica o da qualcosa di personale, abbiamo paura e ci sentiamo costretti a ricostruire". "La musica non puo' cambiare il mondo, noi artisti possiamo ricordare ai politici le loro responsabilita'. Con "Live Aid" abbiamo provato a farlo. Germania, Inghilterra, Canada, Usa e Italia hanno fatto una promessa ai poveri. L'Italia pero', l'ha onorata solo per il 3 per cento. Esiste una connessione tra la poverta' della Calabria, quella dell'Africa e il 97 per cento dell'indifferenza dello Stato italiano. Il mio non e' un attacco personale - ha quindi concluso - Faccio riferimento a un contratto internazionale non mantenuto, un impegno verso chi non ha la possibilita' di replicare".
Articolo del
08/02/2010 -
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