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The Who
Gli Who infiammano il Superbowl
11/02/2010
di
Fabrizio Biffi
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Roger Daltrey e Pete Townshend hanno scaldato con una grande performance al Sun Life Stadium di Miami il pubblico del Superbowl. Suonare nell’intervallo della finale del Superbowl, in diretta nazionale, è un onore riservato solo a grandi artisti dal calibro di Paul McCartney, Prince e Bruce Springsteen. Quest’anno è toccato agli Who, le leggende del rock inglese, che sono tornati in auge negli States grazie alle sigle tv dei vari CSI. Il loro set s’è aperto in modo maestoso con Pinball wizard, tra giochi di luce e raggi laser, seguito dalla monumentale Baba O’ Riley, in cui Townshend nel break urla, con la grinta di un tempo “It’s only Teenage Wasteland!”. Non rinuncia a far roteare le braccia, roba da far invidia ai giovani colleghi. Daltrey sembra più compassato ma sempre carismatico. Dietro i due rocker ultra-sessantenni si agita alla batteria il figlio d’arte Zak Starkey, classe '65, con una giacca rossa degna di Sgt Pepper’s, e il simbolo Mod del bersaglio sui piatti. E ancora in scaletta altri classici immortali come Who are you e Won’t Get Fooled Again .
La partita ha visto lo scontro tra i Saints di New Orleans e gli Indianapolis Colts. Si dice che Obama abbia puntato sui Colts, per scaramanzia. Ha avuto ragione. E’ arrivata la storica vittoria per i Santi di New Orleans, la città del jazz, del Mardi Gras che dopo l’uragano Katrina ha finalmente rialzato la testa.
Articolo del
11/02/2010 -
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