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Moulin Rouge, piume e piumazzi, regina di cuori, la liturgia delle santissime amiche colleghe, ma anche la solita uggia. Il solito tedio catodico. La seconda serata del bestival mette nel limbo un ragazzo sardo con in testa un pony (tale Scanu Valerio) e quei due poveri dementi acciuffati e laccati (Sonohra). La Sora Ceciona Clerici è vestita con un lampadario di Murano, stretta come un cotechino ancora inscatolato, che si muove/struscia (è evidentissimo) con due pattine. Quella che in casa si usano dopo aver passato la cera Grey. In questa gioviale e quanto mai familiare atmosfera da mezza e una notte, arrivano tre bacarozzi con la voce da tenore. Che raccontano di una gita fuori porta ad Hollywood, dove hanno contribuito al rifacimento di ‘We Are The World’ assieme a “Lionel Rich, Quinzy Jo e Celin Diò…”. I tre zorri saranno il regalo in carne e ciccia per la splendida regina di Giordania.
Sora Cecia ci spiega che il palco ogni volta “va sbaraccato”. E intanto sfilano Povia sempre più somigliante a Pino Scotto, Noemi sempre più somigliante a una Saila Menta ed Enrico Ruggeri che per le fate non trova di meglio che fare la rima con inferriate. Fabrizio Moro entra con le mani in tasca, masticando a bocca aperta un lurido chewingum del giorno prima, quindi veniamo a sapere che ha un figlio che si chiama Libero. Certo, libero di scappare da un padre così. Malika Ayane, uscita direttamente da un romanzo di Salgari, è la figlia di Giuni Russo e la sorella di Giusy Ferreri. La incoroniamo reginetta dei gargarismi e dell’inutilità. Irene Fornaciari si chiede “perchè il mondo piange”. Dopo esserci sorbiti per 25 anni il papà, la domanda non ha più ragione d’esistere.
Quando entra la Regina Rania, la differenza di stile ed eleganza con la padrona di casa, è abissale, siderale, cosmica. Differenza che si accentua ancor di più una volta che le due protagoniste sono sedute. Ceciona sembra la Sora Lella in attesa della digestione, dopo un pranzo light a base di pajata. Otto autori hanno speso tempo e denaro pubblico per confezionare semplici domandine da Bignami web alla presentatrice luccicante. Che si cimenta più tardi in una gag da avanspettacolo anni ‘40, quando arriva Michelle Rodriguez (ossignore un’altra Rodriguez!), l’elicotterista di “Avatar”. Hai capito! E l’idraulico di “Titanic”? Il gommista di “Terminator”? Avrebbero sicuramente fatto miglior figura. Ceciona si infila in un tostapane e sullo schermo appare il suo avatar. Sembra la figlia scema di Winnie The Pooh. La scemavisione.
Ma nulla vale l’esibizione cecionica in veste piumata con tanto di spaccata. Le ballerine del Moulin Rouge se la guardano sbigottite, mentre trafelata la panzona si rialza aiutata da Daniel Ezralow, ormai diventato ex ballerino bravo ovunque. Iniziano i giovani. Che sembrano, perchè in realtà lo sono, tutti vergognosamente uguali. Ridateci la dignità di finanziatori pubblici. E a lavorare nei campi.
(pubblicato per gentile concessione di Nerds Attack!)
Articolo del
19/02/2010 -
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