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David Bowie
Rock’n'roll Suicide
15/03/2010
di
Emanuele Tamagnini
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Aristotele lo definiva un atto di viltà. Giacomo Leopardi scriveva che gli antichi si uccidevano “per eroismo per illusioni per passioni violente”, mentre i suoi contemporanei lo fanno perché sono “stanchi e disperati di questa esistenza”. Il fulcro della questione sembra essere proprio questo. Il peso dell’esistenza. Opprimente, soffocante, che non ammette altra soluzione se non quella dell’atto estremo. Gli ultimi avvenimenti luttuosi che hanno colpito il mondo della musica, fanno tornare purtroppo d’attualità il tema del suicidio, che ha contraddistinto da sempre il destino di moltissime stelle (più o meno luminose) del rock’n'roll. Le cronache della “Babilonia” dorata ne sono piene. Casi misteriosi, irrisolti, sorprendenti. Non preoccupatevi non vogliamo ripercorrere 50 anni di storia ma solo restringerla agli ultimi venti. La nostra contemporaneità. I ricordi più vivi. Come vedremo in questa breve analisi, il gesto autolesivo più estremo è “presente” ma in numero decisamente inferiore se rapportato alle decadi precedenti. Capitolo a parte meriterebbe l’overdose. Che di fatto è un suicidio a tutti gli effetti seppur rimanga sempre aperto e vivo il “dubbio” sulla volontarietà del gesto.
Gli anni ‘90 sono stati indelebilmente segnati dalla morte di Kurt Cobain (1994) e da quella non meno importante di Michael Hutchence - leader degli INXS - avvenuta nel 1997. Con Cobain si chiude un’era ed ha inizio l’idolatria di una delle ultime grandi icone sacrificate al Dio del rock’n'roll. Andiamo con ordine e iniziamo dal 1990. Nomi poco noti, certo, ma degni del nostro ricordo: Joel Rundell dei Better Than Ezra e Alfredo Pena dei Pentagram. Saltiamo al 1993, anno in cui si toglie la vita Jeff Ward dei Ministry. Il 1995 a piangere è il mondo metal. Si uccide Ingo Schwichtenberg batterista degli Helloween. L’anno seguente riporta drammaticamente la fine di Ken Hillery (Quiet Riot), Matthew Fletcher dei twee-gods Talulah Gosh e Chris Acland dei Lush. Importante il 1997. Scompaiono infatti Billy MacKenzie degli Associates e Epic Soundtracks (vedi Swell Maps/Nikki Sudden). Il 1999 diventa nero quando arriva la notizia dell’improvvisa morte di Adrian Borland (The Sound). Non va dimenticato neanche William Tucker (Ministry).
Il nuovo millennio è numericamente quasi equivalente (per fortuna) alla decade che lo ha preceduto. Nel 2001 si toglie la vita Richie Lee dei mai troppo incensati Acetone e alla fine dell’anno ancora lutto nel mondo musicale UK, quando le agenzie battono la notizia del ritrovamento del corpo di Stuart Adamson (Big Country) in una stanza d’albergo a Honolulu. Nel 2002 a Miami decide di farla finita Jon Lee batterista dei gallesi Feeder. Cruciale il 2003: il 21 ottobre muore Elliott Smith che lascia un semplice Post-it con su scritto: “I’m so sorry-love, Elliott. God forgive me”. Rimane il mistero attorno alla morte del giovane cantautore inglese Matthew Jay, caduto inspiegabilmente dalla finestra del suo appartamento. La promessa del folk britannico aveva 24 anni. Nel 2004 scompare Dave Blood dei Dead Milkmen, nel 2005 una colonna della musica kiwi come Paul Hester (Split Enz/Crowded House), Pete Jewell dei Quiet Room e Tim Jordan degli All American Rejects. Vince Welnick dei Tubes si uccide nel 2006 mentre l’anno seguente grave il lutto che colpisce i Boston con la morte di Brad Delp. E siamo ai giorni nostri. Il 2009 si apre con la scomparsa di Marcel Jacob (Europe/Talisman) e si chiude ancor più tragicamente con la prematura fine di Vic Chesnutt. Macabro il legame che unisce la morte di Chesnutt con quella di Mark Linkous (Sparklehorse), dato che sul sito ufficiale della band di Linkous campeggiava fino a qualche giorno la foto di Chesnutt. Su quella maledetta sedia a rotelle con la quale Linkous aveva fatto conoscenza in passato per tre lunghissimi mesi. Il destino crudele. Per chiudere mi viene in mente allora il maestro Franco Battiato e la sua ‘Breve Invito A Rinviare Il Suicidio’. Per quel che può servire.
(pubblicato per gentile concessione di Nerds Attack!)
Articolo del
15/03/2010 -
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