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Ci si immerge in uno spazio-tempo retro-futuristico con l’Inferno di Lucia Ronchetti al Teatro dell’Opera di Roma per l’ultima replica, il prossimo sabato 7 marzo. Sempre imperdibile, tanto che dopo aver assistito alla prima vorrei tornarci di nuovo.
Per perdermi ancora una volta nei suoni, canti, parole, cori della prima cantica dantesca, una sorta di opera teatrale, di teatro musicale, guidati da un maestoso Tommaso Ragno che è un canuto, spettinato, barbuto, a volte titubante e affranto, Dante in eskimo e garibaldina giubba rossa (vestiti di Maria Grazia Chiuri) e ieratica e immersiva trance recitativa.
In perenne, lento e inesorabile, movimento, in uno spazio scenico multilivello, che è quello degli infernali gironi danteschi che poi sono le nostre abitazioni, dagli scantinati ai piani alti, le nostre gabbie (mentali, materiali, culturali, esistenziali) cupamente lynchane nelle prospettive disegnate dalle luci e nei movimenti dell’ascensore montacarichi per passare ai diversi piani di una sorta di distopico condominio ballardiano, se ripensiamo a quel Condominio, High-Rise Condominium, immaginato giusto cinquant’anni fa da James G. Ballard, che nelle prime pagine ce lo presenta come un vero e proprio paradiso verticale, nemesi dell’inferno che diverrà e che ci abita, che abitiamo e che la partitura musicale di Lucia Ronchetti ci disegna nelle orecchie, nel cuore, nella mente di queste serate romane.
Ed è un piacere seguirla, come altre volte ci è capitato nella sua carriera da tempo riconosciuta nel resto d’Europa, soprattutto tra Francia e Germania, mentre in Italia ha recentemente diretto la Biennale Musica di Venezia dal 2021 al 2024 e a noi è capitato di vedere due suoi straordinari lavori al Romaeuropafestival con “Inedia Prodigiosa” (2016) e “Le avventure di Pinocchio” (2018).
Così ci reimmergiamo tra i diversi piani di questa splendida scenografia, a volte dal sottosuolo, tra la spazzatura, altre dall’alto, emergono le principali figure della prima Cantica con i loro versi, da Caronte, un Franco Ulleri immerso nella vasca da bagno, e Minosse, Carlo Guglielminetti, che ci accolgono, fino all’assonnata, innamorata e oziosa Francesca da Rimini, Laura Catrani superba, al lento e incantato risveglio, mentre la voce di Lucifero è collettivamente composta dai quattro dell’Ensemble Neue Vocalsolisten, con il sepolcrale Andreas Fisher che si incarica del monologo finale appositamente scritto da Tiziano Scarpa, forse troppo criticato da più raffinati recensori, e che invece ha colpito il nostro sicuramente non educato ascolto, col suo ironico nichilismo: “in tutto l'universo/soltanto io riesco a dire niente/ma lo dico per davvero/non per modo di dire”.
E in quest’ora e mezzo ecco che le diverse “macchie sonore” pensate da Lucia Ronchetti parlano a Dante in quella che la stessa compositrice definisce, nell’imperdibile libretto che accompagna l’opera, come “vertigine temporale: un tempo infernale eternamente sospeso”.
Un tempo attraversato da cori di voci lancinanti, a tratti disperanti, altre rabbiose e ironiche, e quindi solcato da vere e proprie ondate sonore, di suoni fantasiosi e cupi, dissonanti e percussivi, da una quantità immensa di scurissimi timpani, quindi ecco che fa capolino un saltarello (che al mia generazionale e rozzo ascolto proto-dark e tardo-goth ricorda sempre quello dei Dead Can Dance di “Aion”, 1990, oltre che le mie origini provinciali), poi le fanfare e ancora timpani e tamburi, sospesi tra ossessive derive proto-rave e oscuri anfratti oratoriali, una meraviglia totale.
Così si rimane a lungo in piedi per gli applausi e per augurare le migliori cose possibili alla compositrice e a questa inaudita intrapresa collettiva. Inferno - Musica di Lucia Ronchetti Opera per soli, attori, ensemble vocale maschile, coro misto, quartetto d’archi, ensemble di ottoni, ensemble di percussioni
Libretto da Inferno di Dante con un epilogo di Tiziano Scarpa
Direttore Tito Ceccherini Regia David Hermann Maestro del Coro Ciro Visco Scene Jo Schramm Costumi Maria Grazia Chiuri Luci Fabrice Kebour Drammaturga Mareike Wink PERSONAGGI e INTERPRETI Dante Tommaso Ragno Francesca Laura Catrani Ulisse Leonardo Cortellazzi Lucifero Andreas Fischer Caronte Fabio Ulleri Minosse Carlo Guglielminetti Filippo Argenti Alessandro Onorati Cavalcante de Cavalcanti Ignazio de Ruvo Pier delle Vigne Aurelio Mandraffino Brunetto Latini Eugenio Krauss Alessio Interminei Matteo Magatti Vanni Fucci Francesco Kolijas Ugolino della Gherardesca Patrizio Cigliano Ensemble Neue Vocalsolisten Andreas Fischer Guillermo Anzorena Martin Nagy Daniel Gloger Orchestra e Coro del Teatro dell’Opera di Roma Nuovo allestimento Teatro dell’Opera di Roma Prima esecuzione assoluta della versione italiana commissionata dal Teatro dell’Opera di Roma
Articolo del
05/03/2026 -
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