«Acida», un classico generazionale sempre attuale
Bussoletti, all’anagrafe Luca Bussoletti è un cantautore, speaker radiofonico e giornalista Italiano che si distingue nel panorama della canzone d’autore per un legame unico tra melodie pop-rock immediate. Per la prima volta si confronta con una cover e sceglie “Acida”, uno dei brani simbolo dei Prozac+. Una canzone che il cantautore romano non ha mai smesso di cantare e che, dopo un’esibizione all’Auditorium Parco della Musica di Roma, ha deciso di registrare e pubblicare in una nuova versione. L’intervista per Extra! Music Magazine
Il 18 settembre è uscito “Acida”, la tua personale reinterpretazione del celebre brano dei Prozac+. Quando hai capito che era arrivato il momento di confrontarti con una cover e perché proprio questa canzone? Quando l’ho suonata per la prima volta ad un mio concerto all’Auditorium e il pubblico ha mostrato grande trasporto. Là ho deciso di registrare la mia umile versione. Affrontare una cover non è mai facile ma farlo con una che ha già l’amore della gente è più semplice.

Nel comunicato definisci “Acida” un capolavoro generazionale. Qual è il legame personale che ti unisce a questo brano e quali ricordi riaffiorano ogni volta che lo canti? Da quando è uscita non ho mai smesso di cantarla: sotto la doccia, in macchina e, appunto, in sala prove. Racconta di una generazione, la mia, che rischia di essere dimenticata tra gli anziani che non mollano botta e i giovanissimi che reclamano il giusto spazio. Abbiamo quaranta e cinquant’anni e non siamo morti!
Da quando è uscita non ho mai smesso di cantarla: sotto la doccia, in macchina e, appunto, in sala prove
La tua versione si allontana dalle sonorità punk degli anni Novanta per abbracciare un arrangiamento acustico, caldo e ricco di sfumature. Come è nata questa scelta musicale? Di base è il mio mondo musicale tra Manu Chao e il cantautorato bello italiano. Carlo dei Delta V, che stimo ed adoro, ha definito il mio approccio alla canzone “spiazzante e quindi giusto” e io non posso che ringraziarlo ed essere d’accordo.
Hai raccontato che il confronto con un pezzo così importante richiedeva di allontanarsi il più possibile dal modello originale. Come si trova il giusto equilibrio tra rispetto per una canzone iconica e desiderio di darle una nuova identità? Io l’ho cantato al femminile pur di rispettare l’aspetto creativo di un brano bellissimo ma allo stesso tempo era necessario tirare fuori una versione che fosse mia e non da karaoke. A qualcuno potrà far strano sentirla cantare da un uomo ma è proprio quella la giusta sensazione.
La tua interpretazione vocale conserva una forte carica liberatoria, in contrasto con la morbidezza dell’arrangiamento. Quanto è stato importante mantenere questa energia nella rilettura? Io ci credevo molto. Il contrasto era evidente, Leziero Rescigno infatti aveva qualche dubbio in merito ma, dopo diverse prove, abbiamo deciso che andava tirata fuori con questi estremi.

Nel nuovo arrangiamento hanno un ruolo importante le chitarre di Salvatore Romano, i cori di Lele Battista, le percussioni di Leziero Rescigno e il mix di Steve Baughman. Come si è sviluppato il lavoro con questi musicisti e che cosa ha portato ciascuno alla versione finale? Io sono un cantautore ma dietro di me c’è una famiglia. La genesi di questa versione di “Acida” è stata identica a quella delle mie canzoni, tutti insieme ma ognuno col suo talento. E’ un puzzle con i tasselli di ogni elemento della crew.
La scintilla del progetto è arrivata durante un concerto all’Auditorium Parco della Musica di Roma, quando hai percepito una forte sintonia con il pubblico. Che cosa è successo quella sera e in quale momento hai capito che “Acida” meritava una pubblicazione ufficiale? Sì, come ho detto è stata una sensazione quasi magica. Ho lavorato tanti anni fa con Dario Fo che, tra le tante cose, mi ha insegnato a rispettare il pubblico. Io l’ho fatto considerando importante quel che è accaduto quella sera.
Nel tuo racconto, questa canzone appartiene a una generazione cresciuta senza smartphone e arrivata all’improvviso nell’era di Internet. Che cosa rappresenta oggi quel passaggio storico e quanto credi che “Acida” riesca ancora a parlare alle nuove generazioni? Di sicuro, come ho detto, parla della mia generazione alla mia generazione ma posso garantire che, in modo diverso, parla anche ai ragazzi. Ho due figli che adorano la canzone e che la leggono in modo del tutto estraneo a come la consideriamo noi.
Se negli anni Novanta il brano dei Prozac+ esprimeva disincanto e trasgressione, la tua versione sembra suggerire un rapporto diverso con il tempo e con la vita. Come è cambiato il tuo modo di interpretare quelle parole crescendo? Si tratta sempre del bisogno di sballo, di uscire dagli schemi, ma cambia il modo di farlo. Crescendo ho imparato ad apprezzare la bellezza, nella natura e nell’arte, e questo mi aiuta a vedere quando la pressione di tutti i giorni è troppo alta.
Il videoclip, diretto da Alessandro Sabeone, è stato girato tra la Basilica della Santissima Trinità di Saccargia e gli scorci di Codrongianos. Perché hai scelto questi luoghi e quale legame volevi creare tra la musica, il paesaggio e la comunità locale? Veracura seguiva un progetto di valorizzazione del territorio attraverso l’arte. Andare là a girare il video insieme a Peppe Mangiaracina è stato un modo molto bello per far scoprire a tutti dei luoghi magici.
“Acida” si inserisce nel progetto INCOROS e arriva in un periodo in cui sei impegnato anche tra musica, cinema e radio. Quanto queste esperienze diverse influenzano il tuo modo di scrivere e interpretare canzoni? Un po’ tutto entra nella mia scrittura. Anche l’essere marito innamorato e padre chioccia. Più in generale, credo che sia necessario vivere per raccontare la vita.
1Dopo aver restituito una nuova veste a un brano così significativo, che cosa ti piacerebbe che restasse nell’ascoltatore al termine di questo viaggio? E quale direzione immagini per il tuo prossimo capitolo musicale? Mi basterebbe che la mia “Acida” fosse considerata come versione alternativa a quel capolavoro. Adesso pubblicherò il mio nuovo album di inediti e tornerò di più nel mio mondo musicale.


