Festival ed Eventi 24 Giugno 2015

Una grande festa gratuita per chiamare a raccolta alcuni degli artisti migliori dell’etichetta, quelli che hanno dato alla luce nuove opera negli ultimi mesi.

Una grande festa gratuita per chiamare a raccolta alcuni dei suoi artisti migliori, quelli che hanno dato alla luce nuove opera negli ultimi mesi. Questo è il Woodworm Festival, organizzato dall’omonima etichetta (ma anche booking e management), che si terrà domenica 28 giugno a Foresto Sparso (BG) in collaborazione con Forest Summer Fest 2015. A partire dalle 19 si alterneranno su due palchi: Paolo Benvegnù, Fast Animals And Slow Kids, Andrea Appino, Giovanni Truppi, Fratelli Calafuria e Johnny Mox.
Woodworm è stata fondata ad Arezzo nel 2011 da Marco Gallorini e Andrea Marmorini, che qui ci raccontano la genesi della loro creatura e l’evento che si terrà domenica.

Com’è nata l’idea di un Festival?

Questo sarà il terzo evento marchiato come Woodworm Festival. Il primo fu nel marzo 2014 dove, in 3 giorni con 4 furgoni, 6 band fecero tappa al Circolo degli Artisti a Roma, Locomotiv Club a Bologna e Circolo Magnolia a Milano. Volevamo bissare poi la carovana rock per l’estate ma, essendo gli eventi estivi più difficilmente programmabili, abbiamo optato per una sola serata ospitata del Riverock festival di Assisi.
Ma era troppo importante per noi non perdere la caratteristica del ping pong musicale alternando le band tra due palchi. Senza dare fiato. Scorrendo, ad alto volume, quelle che sono state le canzoni che hanno dato vita alla colonna sonora stagionale di uscite Woodworm Label. Con questa premessa viene naturale intuire il motivo per il quale abbiamo chiesto all’organizzazione di Forest Summer Fest di ospitarci per il 2015. Ed eccoci qua. Carichi!

Che tipo di spettacolo sarà?

Sarà una festa e ci saranno più spettacoli. Quello che verrà percepito sarà la voglia da parte di tutti di essere “partecipi”. Sia spettatori sia musicisti, nonostante differenza di età, di percorsi artistici e gusti, condivideranno palchi, tavoli e parole. Che è esattamente la filosofia di Woodworm. In una totale assenza di linea guida di genere, sono le caratteristiche umane ad essere comuni e la volontà di fare parte di un gruppo.

Come e quando avete deciso di fondare un’etichetta?

Venivamo entrambi da varie esperienze lavorative in ambito culturale. Chi aveva gestito già un etichetta, chi organizzava eventi, chi lavorava nelle produzioni discografiche in studio chi nel live.
Ma tutto nasce in quella realtà meravigliosa che è l’associazione culturale Karemaski ad Arezzo. Là ci siamo conosciuti, confrontati e abbiamo deciso di metterci in gioco cercando di unire tutte le competenze acquisite, di essere complementari nei ruoli e di creare un contenitore che riuscisse a coprire a 360 gradi quelle che sono le esigenze di una band o di un musicista. Per questo Woodworm non è solo etichetta ma anche booking, management, studio di registrazione e organizzazione di eventi.

Siete di base solo ad Arezzo o avete una struttura ramificata con più dipendenti?

Woodworm è Andrea e Marco. Viviamo ad Arezzo che è la città dove siamo nati. Siamo molto legati alla nostra terra. Motivo per il quale, dopo le esperienze “fuori sede” universitarie, non abbiamo mai voluto allontanarci anche se, in questo settore, avremmo sicuramente potuto migrare verso luoghi dove l’impresa culturale trova terreno molto più fertile e offre molti operatori competenti. I nostri affetti sono qua e, anche se il lavoro da fare è ben faticoso, saremmo orgogliosi di aver contribuito alla crescita del valore culturale della nostra città. Vicino ai nostri affetti presenti e futuri.

Voi producete molto su vinile, oltre che su CD. Lo considerate un prodotto di nicchia o credete che resterà l’unico supporto fisico in futuro?

Il vinile rappresenta per noi il supporto ideale per l’ascolto di un disco. Prima di tutto si porta dietro il rituale del posizionamento del disco sul piatto. E mentre posizioni sei assolutamente certo che “vuoi ascoltare quel disco”. Dato il rapporto frenetico che ogni essere umano ha con la propria quotidianità, trovare il tempo, la voglia e la dedizione per svolgere l’azione di riproduzione nello stereo è pura magia. E si presuppone che dedicando quella finestra di tempo si possa aggiungere una lettura estesa dei testi. E quella che è la tua discoteca è la fotografia della tua persona. Mi spiego meglio. Se tu venissi a casa mia senza conoscermi dai libri e dai dischi potresti farti un’idea ben precisa della persona che ti troverai davanti. Descrivendo quindi un’identità che nessuna playlist, per quanto ottimamente indicizzata, possa rappresentare.
Siamo sicuri che il vinile non morirà mai fino che ci sarà musica.