Ambient/Elettronica 15 Ottobre 2017

Parco Lambro

Un disco che si compone di solo cinque tracce, molto lunghe ed essenzialmente strumentali, un album che recupera il punto di incontro fra rock sperimentale e free jazz

Artista
Parco Lambro

I Parco Lambro sono un quintetto musicale che si è formato a Bologna nel 2014. La band ha deciso di rievocare nel nome il celebro evento sociale politico e musicale che si svolse al Parco Lambro, a Milano, nel lontano 1976, quando la rivoluzione sembrava ancora possibile.

Gruppo di punta del concerto dell’epoca furono gli Area di Demetrio Stratos, una band storica, assolutamente inimitabile, veri e propri pionieri della sperimentazione nel Rock. A quelle soluzioni musicali, così libere, così anarchiche e senza confini di genere, si sono ispirati Clarissa Durizzotto, sax tenore, Mirko Cisilino<, al moog e al trombone, Giuseppe Calcagno, alla chitarra e al basso, Andrea Faidutti, alla chitarra e alla voce e Alessandro Mansutti, alla batteria.

Un disco che si compone di solo cinque tracce, molto lunghe ed essenzialmente strumentali, un album che recupera il punto di incontro fra rock sperimentale e free jazz, che si ispira ai primi album dei Soft Machine di Robert Wyatt, Daevid Allen e Kevin Ayuers.

La cosa riesce piuttosto bene ed è davvero bello perdersi, lasciarsi trascinare dal diluvio di note che partoriscono i Parco Lambro in un incessante rincorrersi di assoli di fiati e di chitarre. Album da ascoltare e da far conoscere in giro