Ambient/Elettronica 10 Novembre 2017

Althaea

Il duo londinese propone un dream-pop elettronico infarcito di ritmi latini e armonie orientali, così come fece nel precedente “Ester”

Etichetta
Domino

Il secondo album del duo londinese non si discosta dal precedente Ester e ripropone una formula a suo modo vincente: un dream-pop elettronico infarcito di ritmi latini e armonie orientali; soprattutto brani come Betty’s Cavatina e Singdrome pagano un forte tributo all’oriente mentre il singolo Eden Machine utilizza ritmiche new wave. Ma l’arma vincente del duo è la voce di Susanne Aztoria: dolce e sognante, affronta le canzoni con molta delicatezza regalando all’ascoltatore una costante carezza, ponendolo in una estasiata sintonia con la musica. Gli arrangiamenti eleganti e sinfonici non sovrastano la voce ma la accompagnano nel suo intento rilassatorio. Ascoltare Althaea dopo una giornata frenetica e snervante può essere un ottimo balsamo, un perfetto calmante per fare pace con sé stessi.