Ambient/Elettronica 18 Marzo 2019

Al Jamilat Reprise

La brava cantante libanese ha esordito come vocalist nel duo Soap Kills. Era il 1999 e cominciava allora la contaminazione pop della musica araba. Molto tempo dopo, nel 2012, Yasmine cominciò la sua carriera solista e arrivò a catturare l’attenzione di Wim Wenders che le ritagliò un ruolo su misura nel suo film “Solo gli amanti sopravvivono”. Il suo nuovo disco contiene esaltanti remix che hanno l’effetto di far saltare a testa in giù l’originale, di capovolgere le armonie originali dell’album. Un tentativo rischioso ma molto ben riuscito che non rinnega, ma affianca il disco del 2017 e ne offre una rilettura diversa, Da ascoltare

Artista
Yasmine Hamdan
Etichetta
Crammed Disc

Ricordiamo Yasmine Hamdan come vocalist del duo Soap Kills. Era il 1999 ed era l’esordio della brava cantante libanese. Cominciava allora la contaminazione pop della musica araba che andava ad abbracciare il trip-hop e certa elettronica morbida di matrice europea. Molto tempo dopo nel 2012 Yasmine cominciò la sua carriera solista e arrivò a catturare l’attenzione di Wim Wenders che le ritagliò un ruolo su misura nel suo film “Solo gli amanti sopravvivono”.

Da allora in poi la Hamdan è maturata moltissimo sotto il profilo artistico e professionale e nel 2017 pubblica “Al Jamilat”, un album davvero intrigante, un miscuglio elettro folk in cui trovano spazio ben cinque dialetti mediorientali. Adesso Yasmine vive a Parigi, è in contatto con diversi produttori e tecnici del suono e ha deciso di rimettere mano a quell’album e cercare di aggiungere, dove possibile, qualcosa in più.

Ecco così che le soluzioni melodiche e le chiavi ritmiche di “Al Jamilat” vengono smontate e rimontate in tanti modi diversi da collaboratori di prestigio, gente come Acid Arab, Greg Bauchau, Shed e Olga Kouklaki. La stessa voce di Yasmine è rimodulata, preda come è di loop elettronici e di delay che regalano all’operazione un fascino inquietante. Il disco si intitola Al Jamilat Reprise e contiene dei remix esaltanti che hanno l’effetto di far saltare a testa in giù l’originale, di capovolgere le armonie originali dell’album. Un tentativo rischioso ma molto ben riuscito che non rinnega, ma affianca il disco del 2017 e ne offre una rilettura diversa, Da ascoltare