Ambient/Elettronica 6 Settembre 2011

ANTEPRIMA VENEZIA: Inni – documentario con i Sigur Ròs

Un forte applauso, più per la presenza dei quattro, che per il documentario in sé

Sono le 22,30 e manca ancora un’ora alla proiezione di Inni il documentario sui Sigur Ròs, ma a vedere il discreto gruppetto di persone che attendono davanti alla transenna della Sala Perla, sembra manchi molto meno. Nei giorni precedenti, insistenti voci ipotizzavano un possibile showcase segreto dei quattro islandesi alla Biennale di Venezia, voci che verranno smentite con risolutezza da Jonsi (leader della band), in sala, durante il dibattito con il pubblico.

La pellicola di Vincent Morisset, già noto per Miroir noir documentario sugli Arcade Fire, infatti, è stata inserita nella sezione Giornate degli autori, che ha la peculiarità di lasciar spazio a un confronto tra gli interpreti, il regista e gli spettatori, dopo la visione del film. Durante l’incontro, moderato da John Vignola, i Sigur Rós hanno confermato di essere una band schiva e di pochissime parole, rispondendo vagamente alle domande dei fan.

Il documentario si apre su una sorta di fabbrica di divise, quelle che poi indosserà la band durante il concerto. Bottoni, ago e filo danzano come marionette, animate dalle dita sicure dei sarti. Nell’aria viene riproposto ovviamente un loro pezzo, di quelli ossessivi e tutt’altro che rock, che insieme al colore sbiadito delle immagini, danno all’inquadratura un taglio hitchcockiano. La musica poi s’interrompe ed ecco i quattro sul palco, che nel bianco e nero che caratterizzerà l’intera durata dello show, iniziano a suonare. I pezzi proposti sono presi da quasi tutti i loro album e sono inframezzati da brevi interviste o extra mai visti: niente di così straordinario. Il concerto è semplicemente il puzzle di canzoni riprese durante un vecchio tour, idea davvero banalotta per una band al di fuori degli schemi come i Sigur Ròs.

Un forte applauso, più per la presenza dei quattro, che per il documentario in sé, decreta l’inizio del dibattito, che personalmente ho trovato superfluo, calcolando la voglia pari a zero dei Sigur di spiccicare parola. L’unica informazione chiara, uscita dalle loro bocche, è stata la certezza di un nuovo album in uscita. C’era bisogno di una proiezione a Venezia per dare la notizia?