Live At The Whisky 1981
Ogni tanto è bene ricordarsi degli irregolari; degli spostati; di chi, optando per scelte artistiche non convenzionali, è riuscito comunque a lasciare un segno indelebile nella storia del rock. La messe di ristampe che da tempo tiene parzialmente in piedi il mercato discografico ha riguardato anche i 13th Floor Elevators (come dimenticare l’imponente cofanetto “Sign of the Three Eyed Men” del 2009?), ma le testate specializzate, sempre solerti nelle commemorazioni, nelle celebrazioni di anniversari, o nel tracciare profili biografici di musicisti del passato, di solito trascurano Roky Erickson e il repertorio di canzoni visionarie che ci ha lasciato
This Stupid World
Il problema fondamentale: è possibile non adorare Ira Kaplan, Georgia Hubley e James McNew, la musica che continuano a produrre dopo quasi quarant’anni di carriera, e la modestia e la riservatezza che ne hanno caratterizzato il lungo percorso nell’industria discografica? Una venerazione meritatissima guadagnata sul campo, LP dopo LP, che però non dovrebbe impedire anche al fan più devoto di cogliere gli eventuali passi falsi (come il fiacco “There's a Riot Going On” del 2018) compiuti ogni tanto dalla band.
Nothin’ but a Good Time – La storia non censurata dell’hard rock anni ’80
Diciamolo chiaramente, e subito: i fan troveranno straordinario “Nothin' but a Good Time - La storia non censurata dell'hard rock anni '80”, tomone di quasi seicento pagine pieno zeppo di stralci di interviste “a tema” rilasciate da un numero di personaggi di primo piano da far girare la testa. Membri storici di Van Halen, Quiet Riot, Mötley Crüe, Dokken, Stryper, W.A.S.P., Poison, Faster Pussycat, Guns N' Roses, L.A. Guns, Twisted Sister, Skid Row, White Lion, Cinderella, Warrant e di tante altre band offrono commenti, raccontano aneddoti, parlano della propria carriera e di quella dei concorrenti, offrendo uno spaccato colorito ma anche, talvolta, molto lucido delle dinamiche dell’industria discografica degli anni Ottanta e Novanta. <br>
Late Developers
Conferma inequivocabile di una vena creativa ritrovata già col precedente “A Bit of Previous”, il nuovo album dei Belle and Sebastian “Late Developers” si può includere tra le opere più riuscite prodotte dal gruppo scozzese negli ultimi anni. Accantonate quasi completamente le deviazioni occhieggianti ai ritmi danzerecci degli anni Ottanta, Stuart Murdoch e compagni riportano alle atmosfere dolceamare con le quali avevano fatto breccia nel cuore degli ascoltatori.
World of Blue
A metà anni Novanta, dopo lo slancio del grunge, il pop punk fu uno dei fenomeni musicali più di tendenza e redditizi per il mercato discografico non solo statunitense. Tra il 1994 e il 1995 uscirono anche opere come “The White Birch” dei Codeine, “Ocean Beach” dei Red House Painters, e “The Blue Moods of Spain”, esordio degli Spain. Dischi splendidi, e molto diversi tra loro per le soluzioni espressive adottate, che avevano in comune il rifiuto dell’immediatezza e dell’impetuosità, e la proposta di sonorità malinconiche e toni intimistici. Oggi, la pubblicazione delle incisioni di una session tenutasi nel 1994, precedente alla registrazione di “The Blue Moods of Spain”, è un dono magnifico e inaspettato (disponibile solo in vinile) che la Shimmy-Disc offre agli estimatori della band di Josh Haden.
The Fabulous Life of Daniel Treacy and his Band Television Personalities
Saggio pubblicato da una casa editrice tedesca, redatto da un francese, Benjamin Berton, nella sua lingua madre, e tradotto in inglese per l’edizione oggetto di questa recensione, “Dreamworld: The Fabulous Life of Daniel Treacy and his Band Television Personalities” rappresenta un modello ideale di come andrebbe scritta una biografia La storia di Daniel Tracey e dei suoi Television Personalities, gruppo esordito a fine anni Settanta, e diventato in seguito oggetto di culto, è narrata in maniera circostanziata, con riferimenti allo sfondo socioculturale (a partire dalla Swinging London), alle mode, ai filoni musicali, e ad alcune vicende politiche rilevanti (ad esempio, gli anni Ottanta della Thatcher e la guerra delle Falklands; gli scontri tra il governo inglese e l'Irish Republican Army) che hanno caratterizzato il Regno Unito nei decenni trattati
Canzoni di Natale
Gli scritti di Maurizio Blatto intrecciano fatti, persone e canzoni (e spesso testi delle canzoni) in maniera fantasiosa e originalissima. Diciamolo subito: se si ama la musica, un libro come “Canzoni di Natale” è un acquisto obbligato. Come al solito, le digressioni sui brani selezionati da Blatto sono spunti per narrare brevi storie, o vicende biografiche, e allo stesso tempo offrire al lettore informazioni sugli artisti e sulle composizioni citati
A Likely Lad
A distanza di pochi mesi dall’uscita del testo originale, Il Castello pubblica l’autobiografia di Peter Doherty (impeccabile la traduzione dall’inglese all’italiano curata da Sara Boero) per la gioia degli estimatori dei Libertines e degli altri progetti avviati dal cantautore. Trecentocinquanta pagine dense di vicende, informazioni, e riferimenti che sapranno soddisfare la curiosità degli appassionati, e chiarire alcuni controversi risvolti della carriera dell’artista
Words & Music, May 1965
Gli addetti all’archiviazione e alla custodia delle incisioni su nastro conservate in scatoloni da Lou Reed per la sua Sister Ray Enterprises si sono ritrovati con un patrimonio di seicento ore di registrazioni. Una cifra da capogiro; e chissà quante chicche preziose, ammassate nei decenni, vedranno la luce con il progetto “Lou Reed Archive Series”, inaugurato dalla benemerita Light in the Attic con questa prima uscita. Tremino gli estimatori, perché, si intuisce, bisognerà mettere mano al portafogli frequentemente per accaparrarsi i titoli seguenti che verranno immessi sul mercato
Dagger In My Mind (ristampa)
Una riscoperta scoppiettante da godersi ad alto volume, e possibilmente in vinile (anche se la versione in CD contiene sei tracce in più).