Under The Blacklight
Rilo Kiley, ovvero, alla ricerca del pop perduto. Alla sua quarta uscita discografica, la band di stanza a Los Angeles prova a sterzare la sua rotta verso un easy pop, più radiofonico e più immediato
Conto alla rovescia per Springsteen, partito il tour mondiale con le prime date negli USA
La macchina rock del Boss sta carburando e in Europa è attesa a Madrid il 25 novembre a pieni giri, unica data in Italia il 28 novembre a Milano, “c’è qualcuno vivo là fuori?”
Cassadaga
Gli arrangiamenti sono da folk /pop/ rock, con il violino che rimanda al Mellencamp di "Lonesome Jubilee", e con un passo forte da american ballad. Ad aspettare i Bright Eyes più nervosi ci resti quasi male
The Stage Names
Pensi alle dichiarazioni recentemente rilasciate da Will Sheff il quale confessava, con un encomiabile gusto del paradosso: “L’idea che sta dietro a “The Stage Names” è che ci stiamo divertendo, ma è un serio divertimento”
Live in Dublin
La voce del Boss questa volta ha un sapore che sa di mille vecchie storie, le voci di Bruce arrivano da più lontano del solito, portandosi appresso quella dell’amico Pete Seeger
A Hundred Miles Or More: A Collection
Messo un po’ d’ordine alle sue sortite su altri dischi e riscaldate le corde vocali con qualche buon inedito, aspettiamo che Alison Krauss dia seguito a "Lonely Runs Both Ways", il suo ultimo lavoro uscito 3 anni fa
Live From Austin Tx
Riponendo il disco sullo scaffale c’è di che essere soddisfatti, sia per i fans del Dave Alvin live che non tradisce la sua storia e il suo stile, sia per i neofiti che volessero scoprirlo con qualche anno di ritardo
Neon Bible
Gli Arcade Fire sembrano attraversare una lunga notte di piogge e di paura, di fede delusa e di fede senza incertezze, ma anche di combattive speranze in forma di fughe e corse sfrenate, a cercare di fuggire dal prossimo incubo
Rest
Ben Gmetro e la sua band sembrano muoversi agilmente dentro quel pizzico di follia americana che viaggia sotto braccio a racconti e suggestioni che sanno dell’infinito racconto della musica folk e pop
West
Onesta e sincera come sempre, l’inossidabile Lucinda Williams, a 54 anni non rinuncia a svelare le sue ferite con un disco schietto, forse troppo intimo e troppo personale per essere anche grandioso