Ogni mattina a Jenin
Un grido di dolore urlato con la frustrazione di un popolo, il popolo palestinese, che troppo spesso ha subito violenze e soprusi inenarrabili per le nostre coscienze morali e moraliste
Four Lions
Sarebbe inutile ricercare una morale: quello che va goduto è invece un approccio ad un tema drammatico che tende a sgretolare la sua drammaticità, attraverso una serie di gag impregnate di un classico humor inglese
Et in terra pax
Un’opera che ha il merito, non piccolo, di focalizzare lo sguardo ed analizzare a fondo la condizione odierna delle periferie delle grandi città
Tatanka
Vicenda umana e vicenda sociale, dove il combattente infila i guantoni ed affronta quel mondo durissimo che lo circonda con la forza di un Tatanka (bisonte), in una sfida all’ultimo pugno
Come l’acqua per gli elefanti (Water For Elephants)
Vale la pena farsi un viaggio in quell’America di oltre ottant'anni fa, ed entrare nel fantastico mondo di un circo itinerante è oltretutto un modo originale per farlo
L’altra verità (Route Irish)
Dopo la parentesi solo apparentemente ironica e leggera de "Il mio amico Eric", Ken Loach torna a fare il Ken Loach
Habemus Papam
Come per tutti i suoi precedenti film, anche questo farà discutere a lungo per le interpretazioni che se ne daranno, sia da un punto di vista strettamente cinematografico che da un punto di vista metaforico
Offside
Insomma in fuorigioco c’è l’Iran, che ancora una volta questo grande artista ha così delicatamente raccontato, con il tocco magico di chi non ha necessità di usare scene di violenza per colpire l’immaginario collettivo.
La fine è il mio inizio (Das Ende ist mein Anfang)
Di fatto si ha un po’ la sensazione che, per chi conosce il personaggio ed ha letto i suoi libri, il film poco aggiunga ed anzi, necessariamente, tolga
Non lasciarmi (Never Le Me Go)
Il tutto rimane molto misurato, e forse era proprio questo l’intento del regista: ma di fatto si penalizzano le emozioni, cioè quelle che un buon film deve sempre suscitare nello spettatore