A spasso nel folk italiano
Entrare nel “maremagno” della musica folk in Italia è impresa assai difficile, addirittura titanica. E, tuttavia, esemplificando al massimo e cercando di riordinare le idee si può sicuramente arrivare ad avere un quadro certamente più chiaro. La mia intervista con Massimiliano Però, organettista e tamburellista fra i migliori del Salento, in occasione della diciannovesima edizione del Premio Luigi Stifani (di cui lo stesso Però è direttore artistico) è stata una preziosa occasione per parlare delle ultime contaminazioni tra la musica folk tradizionale e musica contemporanea, di notti della Taranta e di musica popolare
Live @ Anfiteatro di Partanna (TP) – 20 agosto 2019
Max Gazzè è un perfetto mix fra musica pop (di quella fatta bene), venature di elettronica e punte cantautorali. Lo show che ne viene fuori è un concerto nel quale è praticamente impossibile stare fermi o non cantare.
Live @ Ortigia Festival, Siracusa, 3 agosto 2019
Un concerto genuino, vero, diretto e potente. Motta ha la grande capacità di riuscire a raccontare l'uomo nel suo quotidiano ed è empatico. Risulta emozionante proprio per questo, al di là della bellezza in sé dei suoi testi. Le sue canzoni sono vive perché, oltre che mutevoli d'arrangiamento e quindi vive musicalmente, parlano di vita vissuta, di esperienze dalle quali siamo passati o passeremo tutti
L’Era del Cinghiale Bianco (ristampa)
Ci sono degli album che sembrano non invecchiare mai. Sembrano eterni e sempre giovani, come se lo scorrere del tempo non riuscisse a scalfirli. Quando ciò accade, nella maggior parte dei casi, significa che quei lavori hanno talmente tanto rasentato la perfezione, la quadratura del cerchio testuale e musicale, che sono riusciti ad essere immuni alla polvere del tempo, regalandosi imperitura linfa vitale. Quarant'anni fa usciva "L'era del cinghiale bianco", che è tutto questo
La Terra Sotto i Piedi
È tornato Silvestri. Lo ha fatto in grande stile. Lo ha fatto con un disco disilluso ed umano. Un disco maturo, che racconta il nostro oggi, e proprio per questo, fondamentale. Un disco pieno di speranza, che rompe ma non troppo col precedente "Acrobati". Perché nonostante gli anni passino, lui è sempre una sorta di cavaliere romantico, un Don Chisciotte spassionatamente contro i mulini a vento, è ancora "L'uomo col megafono". Per fortuna
Ballate per uomini e bestie
Freschissimo vincitore della Targa Tenco come miglior album in assoluto l’ultima opera di Capossela è un disco corposo e catartico: racconta il male, la peste dell'uomo per poterla guarire. Dietro c'è un lavoro musicale certosino, una ricerca estrema sulla parola, sulle sue potenzialità e sull'uso del dialetto nella forma canzone. Con questo nuovo lavoro, Capossela si conferma artista fondamentale per il nostro tempo, e da un punto di vista della ricerca musicale e da un punto di vista di capacità narrative. E questo ritorno, graditissimo, lo testimonia<br>
Laid Black Tour Live @ Teatro Golden – Palermo, 7 luglio 2019
Non c'è un modo vero, o anche vagamente giornalistico, per iniziare un articolo su un concerto di Marcus Miller. Sfido chiunque a trovarne uno. E un concerto di Marcus Miller è un viaggio nella storia del jazz, un concentrato di musica suonata e, soprattutto, sentita, non solo con le orecchie, ma, prima di tutto, con l'anima (cosa, purtroppo, non scontata di questi tempi). La tappa del suo Laid Black Tour di Palermo è stata quasi come quando un meteorite cade sulla Terra e dà l'opportunità di farsi osservare. Ecco, al Teatro Golden è accaduto esattamente questo: un meteorite, con un basso in mano, è caduto sulla Terra per farsi vedere e mostrarsi in tutta la sua abbagliante spazialità. Chi c'era si è goduto uno spettacolo incredibile, chi non c'era, farebbe bene a rimpiangere un po' di non esserci stato
Faber Nostrum
Bene, oggi parliamo allora dell’album tributo a Fabrizio De Andrè, che è stato cantato e reinterpretato, in questa occasione, dalle voci del nuovo panorama musicale italiano. Faccio una premessa: questo disco servirà a far conoscere Fabrizio ad un bel po' di gente, e già è tanto di guadagnato. Dall'altro lato, anche io, che non sono un purista e non direi mai che De Andrè può cantarlo solo De Andrè, sono rimasto quantomeno perplesso dalle molte variazioni sulle melodie che ho sentito, semplicemente perchè credo che la melodia sia una delle poche cose intoccabili all'interno di un brano. Adesso però entriamo nel merito della situazione…