Microchip Temporale
Se, in potenza, l'idea di un “disco tributo” al mitologico Microchip Emozioale poteva sembrare una commercialata buona solo per far soldi, in atto si rivela un lavoro ben fatto, che integra perfettamente le varie anime degli artisti coinvolti e che, soprattutto, è un grosso sguardo d'insieme sull'odierno panorama musicale italiano. Non sarà l'originale (né, credo, fosse quello l'intento), ma è un buon modo per farlo (ri)conoscere. Un giusto tributo ad uno degli album che ha influenzato la ricerca musicale ed il modo di fare musica. E per festeggiare degnamente questa ricorrenza, il gruppo torinese ha chiamato a raccolta alcuni fra i nomi di punta del panorama musicale italiano a rifare, insieme a loro, tutti i pezzi di quello storico album
Compie un quarto di secolo “Ko de Mondo” ,capolavoro dei CSI
Uscirà il prossimo 29 novembre la ristampa di "Ko de mondo" primo album di Giovanni Lindo Ferretti dopo lo scioglimento dei Cccp. Un disco che è un vortice di atmosfere, un caleidoscopio di umori e di essenze, una martellante alternanza esecutiva. In questo primo capitolo della sua nuova avventura, Ferretti forgia la sua voce a seconda del pezzo, la fa continuamente salire e scendere dalla giostra delle ottave. Gli arrangiamenti oscillano fra ricerca etnica e musicalità più rarefatte e sperimentali, e classiche cavalcate punk dure e carnose. La grandezza e l'importanza di questo disco (così come dei lavori successivi dei Csi) , sta, al di là delle chicche musicali, nell'aver raccontato, come forse nessun altro ha saputo fare attraverso delle canzoni, lo spirito del tempo di allora e, contemporaneamente, del tempo di adesso. Non i fatti storici, ma le pulsioni, le paure, la spiritualità e la profonda crisi dell'Europa degli anni '90, così come il fallimento dell'Europa di oggi. Tutte storie ed immagini sul finire della Terra…<br>
Note di Viaggio- Cap.1- Venite avanti…
Un ottimo lavoro questo omaggio al “maestrone di Pàvana” con la preziosa produzione di Mauro Pagani e la supervisione dello stesso Guccini che ha riunito alcuni fra i nomi di punta del panorama musicale italiano. Ovviamente già il fatto stesso di riunire tanti artisti, abbastanza differenti fra loro, e, soprattutto i loro rispettivi pubblici è già di per sé un'azione degna di merito. Se poi riesce bene, ancora meglio. C'è da dire che, oltre agli artisti stessi, i complimenti vanno fatti a Pagani, che ha curato la produzione nei minimi dettagli, rendendola musicalmente raffinata (come testimonia il sovente utilizzo di armonici) ma, al contempo, fresca e moderna. L'anno prossimo uscirà il secondo capitolo di questa raccolta e, se questi sono i presupposti, ci si potrà ancora da divertire tra le note delle canzoni di uno dei grandi pilastri della musica italiana<br><br>
D.O.C.
Anche Zucchero, come Capossela, Fabi, Silvestri, rispetta la “regola dei tre anni” ed, a distanza di tre anni, appunto, da “Black Cat”, suo ultimo album di inediti, pubblica “D.O.C.”. L’artista emiliano tira fuori un album con forti venature blues e soul, che incontrano la modernità musicale odierna con una massiccia presenza di elementi elettronici, senza dimenticare gli interventi di archi e fiati, ad impreziosire definitivamente un lavoro che, per ricercatezza e modernità è una oasi di salvezza. E’ un disco pieno di speranza,fresco, contemporaneo, libero e liberatorio
Iodegradabile
Nuovo lavoro discografico per il "nichiartista" torinese che ne conferma la grande versatilità artistica e letteraria. Dal punto di vista dei testi non credo ci sia molto da dire: siamo di fronte ad una delle migliori penne della musica italiana. Disilluso, ironico, impegnato, diretto, volgare quando serve. I testi dell'album sono uno sguardo cinico e spietato sul nostro tempo
Chiacchierate Sanremesi
La qualità delle Targhe Tenco si può cogliere dalla trasversalità (non solo musicale) dei presenti. Raccogliendo qua e là qualche parola dei protagonisti della rassegna ci si trova catapultati in un caleidoscopio di tematiche, modi di pensare e di interpretare la forma canzone. Questa serie di interviste che ho raccolto “dietro le quinte” del Teatro Ariston giovedi 17 ottobre è, perciò, un tentativo di raccogliere quanti più umori possibili, un mega puzzle di impressioni, un poutpourrí di roba e, soprattutto, di spunti di riflessione. Si va dalle credenziali dell'artista secondo Bobo Rondelli all'impegno civile cantato da Alessio Lega e Daniele Silvestri, passando per il profumo di Sud di Peppe Voltarelli e del maestro Enzo Gragnaniello, per finire con l'educazione musicale di Sergio Cammariere
Teatro Ariston, Sanremo – Giovedi 17 ottobre
Serata da non perdere quella con i vincitori delle Targhe Tenco 2019. Sul palco del Teatro di Sanremo Manuel Agnelli, Vinicio Capossela, Daniele Silvestri, Rancore, Fulminacci e Enzo Gragnaniello, seguiti da una delle voci più interessanti degli ultimi anni, Achille Lauro, e Alessandro D'Alessandro. Il racconto di Giuseppe Provenzano per Extra! Music Magazine
Tradizione e Tradimento
Questo disco è uno scrigno pieno di tesori. Nove canzoni, nove testi affrescati sulla sua solita delicatezza musicale. La crescita di Fabi è disarmante (ovviamente in senso buono), il suo lirismo è giunto ad un livello talmente alto da essere indipendente dalle strutture musicali. Da "Ecco", anno 2010, tutto quello che scrive è pura e semplice poesia. Punto. Ed anche in questo caso non è da meno. Ha un controllo totale delle parole, le cesella, le smussa, decide quando renderle talmente fragili da portare alle lacrime ("Nel blu") e quando renderle affilate come rasoi ("Io sono l'altro" o "I giorni dello smarrimento"). Il cantautore romano riesce a raccontare la vita in tutte le sue sfaccettature, quelle più intime e quelle orgogliosamente e resistentemente civili
Lezioni di poesia – L’intervista a Giorgio Canali
Canali è a Palermo per parlare di quel gran disco che è "Street Hassle", di Lou Reed. E, dal momento che ne parlerà ai Candelai, il locale della musica “undergound” di Palermo, lo aspetto lì. Arrivo prima di lui, anticipandolo di due-tre minuti. Arriva in look total black, maglietta esplicativa "La vita è una merda". Lui accende una sigaretta, io prendo i fogli con le domande e preparo il telefono per registrare l'intervista. Gli chiedo se tornerà ai Candelai, dal momento che mi è scappato tre volte e mi piacerebbe vederlo in concerto. Mi dice che spera di sì. E con lui, lo spero anche io (in realtà il fatto di intervistarlo penso mi ripaghi un po' dal non averlo ancora visto in concerto. Certo, non sarà la stessa cosa, ma è un discreto compromesso). Poi, finalmente, cominciamo
1969
Ci sono degli artisti che, nonostante ad un primo ascolto possano sembrare insulsi (se non addirittura scadenti/ inascoltabili), si rivelano, in realtà, stranamente trasversali e, per qualche motivo sconosciuto, magnetici. Magari capita di ascoltarli partendo da un pregiudizio assolutamente negativo. Poi però succede che il lavoro funziona, l'album suona fresco e musicalmente coinvolgente. Ecco, lì si è obbligati a cambiare idea, ricredersi almeno sul disco che si è ascoltato