Ambient/Elettronica 11 Ottobre 2016

Believer

Una piccola orchestra tascabile con undici brani aciduli, a tratti ambient, costruiti per graduale addizione di elementi. Le “vallette” non si prendono sul serio, fanno un disco quasi per gioco ma poi si accorgono che il gioco è una cosa seria.

Etichetta
CD autoprodotto

Valeria Sturba e Valentina Paggio si presentano con un lavoro d’esordio dove coniugano afflato minimal e ricchezza di suoni con la naturalezza delle veterane. Una piccola orchestra tascabile. Le “vallette” non si prendono sul serio, fanno un disco quasi per gioco ma poi si accorgono che il gioco è una cosa seria.
E allora lo inzeppano di sorprese, rimandi, stratificazioni. Dall’art-pop di Slight Story alle reminiscenze bristoliane della title-track al blues obliquo di Only a Man. E tra le pieghe, pure citazioni classiche e operistiche, dal Bolero (I Forgot Belgium) alla Carmen (Alejandro).
Undici brani aciduli, a tratti ambient, costruiti per graduale addizione di elementi. Un pot-pourri cerebrale edificato su melodie impecettate di pianoforti sghembi, archi, synth, theremin, drum pad e diavolerie tecnologiche in abbondanza.
Risultato di un processo di continua costruzione e decostruzione che, evidentemente, non ci fosse stata la deadline della data di uscita a stopparlo, avrebbe potuto continuare all’infinito. Chamber-pop nel senso letterale visto che è stato registrato nella cameretta di Valeria. Ma guai a entrarci, in quella cameretta, perché i segreti che custodisce devono restare avvolti dal mistero.