Delirio azzurro per gli Stones ieri sera a San Siro
Rolling Stones di nuovo in Italia – a distanza di quasi quarant’anni dai loro primi live nel nostro Paese risalenti all’aprile 1967 – ieri sera allo stadio milanese di S. Siro di fronte a 60.000 spettatori in estasi. Anche se, a giudicare dai primi commenti, si è trattato soprattutto di un grosso evento mondano – con presenza in tribuna di Ramazzotti, Morandi, Ligabue, Jean Todt nonchè Marco Materazzi e Alex Del Piero, questi ultimi al termine del concerto anche sul palco – con la musica in secondo piano, tanto che stamattina in molti, sul forum del sito rollinstonesitalia.it, esprimevano critiche all’indirizzo di Mick Jagger (causa amnesie sulle liriche) e di Keith Richards (per lampanti errori di esecuzione) rimpiangendo il precedente concerto milanese del giugno 2003, a loro avviso decisamente migliore. Qualche insoddisfazione anche sulla scaletta, che è è stata la seguente:
Jumpin’ Jack Flash
It’s Only Rock’n Roll
Oh No Not You Again
Let’s Spend the Night Together
Tumbling Dice
Streets Of Love
Con Le Mie Lacrime
Midnight Rambler
Night Time Is The Right Time
Before They Make Me Run
Slipping Away
Miss You (to b-stage)
Rough Justice
Under My Thumb
Honky Tonk Women (from b-stage)
Sympathy For The Devil
Start Me Up
Brown Sugar
You Can’t Always Get What You Want
Satisfaction
Sono mancate, in particolare, “Angie”, “Don’t Stop” e “Like a Rolling Stone”, ma per citare gli Stones, “non si può sempre ottenere tutto ciò che si vuole”…
Tanto più che per il bis, sulle note di “Satisfaction”, sono saliti sul palco, reduci dal trionfale mondiale di Germania, Marco Materazzi e Alex Del Piero, che hanno coinvolto il pubblico in un corale “popopopo…” da “Seven Nation Army” dei White Stripes, divenuto ormai l’inno preferito degli stadi d’Italia. Jagger ha anche scherzato in italiano che “Materazzi e Keith Richards hanno qualcosa in comune: entrambi hanno avuto problemi di testa”. San Siro si è poi trasformato nell’ennesima celebrazione della vittoria nella Coppa del Mondo con i cori istigati da Materazzi “Chi non salta un francese è”.
Delirio azzurro. Spettacolo. E il rock and roll? Magari sarà per la prossima volta, se ci sarà (noi speriamo di sì…)