Distòpia
Album d’esordio per il sestetto che si è denominato Saíhs. Il disco si intitola “Distòpia” ed è un mirabile concentrato di jazz contemporaneo.
Album d’esordio per il sestetto che si è denominato Saíhs. Il disco si intitola “Distòpia” ed è un mirabile concentrato di jazz contemporaneo.
La band risulta formata da Matteo Zecchi al sax tenore, da Giulio Barsotti, al contrabbasso, da Giulio Mari, alla tromba, da Giulio Tullio, al trombone, da Lorenzo Fiorentini, al pianoforte e da Edoardo Battaglia, alla batteria. L’album contiene nove brani originali ed una “cover”, quella di “Celia”, il noto “standard” composto da Bud Powell. Siamo all’ascolto di un lavoro soltanto strumentale, ma assolutamente ben fatto, risultato di ben due anni di registrazioni, trascorsi all’interno delle aule della Scuola di Musica di Campi Bisenzio, diretta da Massimo Barsotti. Un periodo quanto mai proficuo e necessario durante il quale i Saíhs hanno potuto conoscersi e mettere a punto un “interplay” che trasuda passione e qualità.
Ci sono piaciute molto composizioni come “How Many Times?”, “Did You Cross The Line?”, “Emulazione”, “ Trattenuta” e “Second Try”, ma tutto il disco sa essere stimolante e si lascia ascoltare da menti preparate ed attente a cogliere quei momenti di improvvisazione, quei passaggi sperimentali più arditi che permettono a “Distòpia” di mostrare una connotazione ben precisa anche se si tratta solo di un debutto.


