“E Morte Non Avrà Dominio” @ Teatro Olimpico, Roma – 3 e 4 Ottobre 2026
Lo spettacolo allestito da Vinicio Capossela, “E Morte Non Avrà Dominio” è una sorta di “ballad opera” concentrata sul tema della morte ed ispirata alle liriche di Dylan Thomas, Una rappresentazione a carattere plurale, con tanto di musicisti e “vocalist” che si sono esibiti dal vivo sulla scena e hanno interpretato le quindici canzoni inedite, scritte per lo spettacolo, ma che saranno poi inserite su “Milk Wood Bar”, il nuovo album di Capossela, in uscita nel mese di gennaio del 2027.
- Anno
- 2026
Abbiamo assistito alla prima dello spettacolo allestito da Vinicio Capossela, importante cantautore italiano da sempre alla ricerca di una dimensione teatrale per le sue composizioni. “E Morte Non Avrà Dominio” è una sorta di “ballad opera” concentrata sul tema della morte ed ispirata alle liriche di Dylan Thomas, famoso poeta e drammaturgo gallese, autore di “Under Milk Wood” (Sotto il bosco di latte), un radiodramma che descrive la vita del villaggio immaginario di Llareggub, popolato da figure adorabilmente bizzarre.
Lo spettacolo vuole essere anche un tributo alla figura di Renato Striglia, il suo storico “team manager”, nonché amico fraterno, che è scomparso di recente. Nell’occasione Capossela ha condiviso la scena con Pierpaolo Capovilla, il cantante e compositore de Il Teatro degli Orrori, ma anche attore (imperdibile la sua interpretazione su “Le Città di Pianura”).
Una rappresentazione a carattere plurale, con tanto di musicisti e “vocalist” che si sono esibiti dal vivo sulla scena e hanno interpretato le quindici canzoni inedite, scritte per lo spettacolo, ma che saranno poi inserite su “Milk Wood Bar”, il nuovo album di Capossela, in uscita nel mese di gennaio del 2027.
Il tema della Morte è stato anche il pretesto per celebrare la Vita, nei suoi drammi, ma anche nei suoi momenti di gioia: santi e peccatori, tutti sotto lo stesso Cielo, perché l’Amore è l’unica cosa che resta, l’unico elemento che non muore e che ci permette di superare la distruzione fisica operata dalla morte.

“Non siamo del tutto cattivi o buoni, noi che viviamo nel Bosco di latte/ E tu Signore vedrai per primo, il lato buono di quello cattivo” (Dylan Thomas, “Preghiera serale del Rev. Jenkins”)
“E la Morte non avrà dominio”, la celebre poesia di Dylan Thomas che dà il titolo allo spettacolo, è a sua volta una citazione biblica, tratta da una lettera di San Paolo ai romani:”E la Morte non ha più potere su di lui”.
La struttura di base dell’opera è riconducibile al radiodramma “Sotto il bosco di latte” che Capossela aveva scritto tempo fa e che adesso ha ulteriormente sviluppato e arricchito di temi e di figure. Le voci che il pubblico ascolta, le tante ossessioni e i ricordi sono quelli che affollano la mente di un uomo disteso in una vasca da bagno vuota in compagnia di un gatto (interpretato da Pierpaolo Capovilla, che recita insieme Capitan Gatto, Renato Striglia e Dylan Thomas).
La vasca da bagno vuol essere una specie di Arca di Noè rattoppata, dove trovano spazio e rifugio le ansie di tanta umanità, divorata dalle proprie colpe, dai propri fallimenti e destinata alla solitudine.
I personaggi che abitano il villaggio di Llareggub, posizionato idealmente in riva al mare, sono mansueti, sono fuori moda nel mondo di oggi, sono dei falliti o dei ribelli, sono degli anarchici che vivono però in uno stato di innocenza primordiale. Ma sono stretti in un recinto, assediati dal mondo del potere, della legge e dell’ordine costituito che li vuole diversi.
Prima della fine c’è il tempo per un incoraggiamento agli sfollati di Spin Time, qui a Roma, e per il ricordo dello sterminio effettuato in terra di Palestina. Poi Capossela è tornato sul palco da solo e ha ricordato a tutti che l’unico modo di esorcizzare la morte è quello di vivere ogni istante con generosità, con gioia e sempre con il sorriso. Infine ci ha regalato questa citazione: «Vivete la vostra vita come quando da bambini nel parco avete tirato un pallone in aria. E state ancora aspettando che scenda.”


