Ambient/Elettronica 9 Febbraio 2015

Grand Budapest Hotel

Le brevi degli Oscar: letture piccole per I grandi film dell’anno.

Una coppia stranamente assortita si caccia nei guai a causa di un’eredità scomoda. Il pomposo concierge del Grand Budapest Hotel e il suo lobby boy sono i protagonisti di una serie di rocambolesche avventure, tra strampalate fughe e inseguimenti improbabili. Tutto incorniciato dagli ultimi bagliori di un’ipotetica mittle-est Europa quasi imperiale, che ha il fascino di una malinconica cartolina. A popolare questo curioso paesaggio naif c’è un intero microcosmo disfunzionale di irresistibili personaggi, interpretati da un cospicuo numero di attori di rilievo.
In un’epoca delimitata da pollici e pixel, Wes Anderson si diverte a giocare con formati, sfiziose inquadrature ed effetti vignetta, che danno vita a Grand Budapest Hotel, anche grazie a straordinarie palettes di colori e un ritmo narrativo caratteristici dello stile del regista.