Italiani 5 Febbraio 2015

Guardare Per Aria

Di buona musica, Bianco se ne intende e ne sa scrivere, con testi profondi e sentiti, basati sulla propria emotività ma anche sullo sguardo che ha sul mondo, cesellando ogni parola e abbinandola alla melodia come tasselli di un mosaico.

Evidentemente, Torino (e provincia) è il posto ideale per i cantautori che vogliono emergere. Una scena? Sì. Perché è da lì che ne arriva un altro che con la penna ci sa fare. Si chiama Bianco, e a ben vedere non è neanche un novizio, visto che è già al terzo album e – tra le altre cose – ha prodotto l’album d’esordio di Levante.
Di buona musica, Bianco se ne intende e ne sa scrivere, con testi profondi e sentiti, basati sulla propria emotività ma anche sullo sguardo che ha sul mondo, cesellando ogni parola e abbinandola alla melodia come tasselli di un mosaico.
Perché scrivere canzoni è un lavoro da artigiani. Tutto deve combaciare alla perfezione, rispettare la metrica, andare a ritmo. Insomma, non basta prendere in mano una penna e maltrattare le corde di una chitarra.
Lui, però, non è uno di quelli che vogliono stupire per forza, semplicemente fa canzoni pop che possono piacere o meno ma che hanno il pregio di stimolare la corteccia celebrale. Perché spesso si pensa al pop come a qualcosa che – al contrario – anestetizza i processi della mente e neutralizza le facoltà critiche.
”Guardare Per Aria” è la dimostrazione plastica di tutto ciò, con una scrittura sopraffina e la produzione più che degna di Riccardo Parravicini, a cui si aggiungono alcune partecipazioni eccellenti, da Niccolò Fabi a Roberto Angelici a Pier Cortese e Mr. T-Bone.
Insomma, ascoltare per credere.