“Il Brit-pop è stato qualcosa di orribile”, parola dell’ex-Suede Brett Anderson
L’ex-leader dei Suede, Brett Anderson, pubblica in questi giorni il secondo album da solista (“Wilderness” (su etichetta Drowned In Sound) e ne approfitta per scagliarsi contro tutta la scena anni ’90 che fu definita Brit-Pop, nel corso di un’intervista rilasciata al quotidiano The Guardian: “Noi (i Suede) non abbiamo mai partecipato alla festa, e il Britpop è stato come un grosso party: con la gente che si dava le pacche sulla schiena, tutti fatti di birra e nazionalisti. Non ci è mai interessata tutta quella sceneggiata di ubriaconi da cartone animato, finto-proletari…”
Anderson ha dichiarato di essere sorpreso di essere riuscito ad arrivare fino a 40 anni dopo tutti gli eccessi a cui si è sottoposto nei giorni di gloria dei Suede: “Sono sorpreso di essere arrivato a 30 anni”, ha detto, “Ero su una rotta di collisione. Ma una volta che sei riuscito ad oltrepassare un certo punto, ti devi confrontare con due possibili scelte: continuare fino ad ammazzarti o cambiare radicalmente il tuo stile di vita. E io ho scelto la seconda opzione”.
“Wilderness”, disponibile da ieri in tutti i negozi, è un album più scarno e “maturo” rispetto all’eponimo esordio di Anderson del 2007, e contiene i seguenti brani:
1. Different Place
2. Empress
3. Clowns
4. Chinese Whispers
5. Blessed
6. Funeral Mantra
7. Back To You
8. Knife Edge
9. P Marius


