Alternative rock 17 Marzo 2025

Il Teatro degli Orrori live @ Atlantico, Roma 12/03/2025

“Mai dire mai è una frase stupida”… “a parte qualche significativa eccezione” dicevano e alla fine anche la reunion de Il Teatro degli Orrori è arrivata. Una reunion importante la loro, per una band che ha lasciato un segno forte e decisivo nell’universo alt-rock italiano e soprattutto un’impronta indelebile nelle esistenze e negli animi di molte persone, di molti fan che hanno fatto registrare il tutto esaurito all’Atlantico di Roma.

Il Teatro degli Orrori ha infatti rappresentato per tanti quella voce militante e rabbiosa, il fermento sonoro all’interno di un mondo scevro di punti di riferimento, con quell’attualità semantica che poche band hanno e quel suono abrasivo capace di incendiare i presenti, tra stage diving e lacrime, furia e poesia.

E allora “Maestro, possiamo incominciare”, tra luci rosse come fuoco e bagliori intermittenti, fumo che sembra quasi obnubilare le coscienze e le sagome della band che riempiono il vuoto dello spazio, per sovrastare con la musica il loro, e il nostro, impero delle tenebre. Pierpaolo Capovilla, con la sua riconoscibile voce sghemba, urla e frantuma i confini del palco, nella sua forma istrionica di narrare l’epopea della vita e di una contemporaneità attuale oggi come dieci anni fa, tra vita e morte, male e amore, realtà, impegno sociale, politico e sentimenti. Il drumming di Franz Valente è violenza pura e detonante, che esplode sui ritmi sincopati, sulle trame taglienti e corrosive della chitarra di Gionata Mirai e l’impeccabile suono pieno del basso di Giulio Ragno Favero.

Due ore di pura energia, con una scaletta che ha abbracciato tutta la loro discografia, a partire dai suoni sovversivi di “Vita Mia”, “Dio mio”, “E lei venne!”. E ancora “Disinteressati e indifferenti”, “Due”, “È colpa mia”, il pianto di molti che non si riesce a sanare su “La Canzone di Tom”, “Direzioni Diverse”, “Io cerco te”, “Il lungo sonno (Lettera aperta al Partito Democratico)”, “Majakovskij” e l’ironia dell’attesa che il tuono esploda, “Compagna Teresa” e la bandiera della Palestina che sventola sul palco.

Il bis parte con la preghiera laica “Padre Nostro” e prosegue con “A sangue freddo”, “Mai dire mai” e “Lezione di poesia”. Il secondo bis è infine affidato a “Maria Maddalena” con un Pierpaolo Capovilla sorretto da mille mani e alla fine, tra le code distorte del suono, Franz Valente si lancia in uno stage diving liberatorio.

Ogni concerto de Il Teatro degli Orrori è come una catarsi rock collettiva, e lo è stato anche quello all’Atlantico. È una forma unica di condivisione, di sudore e anima, che vibra potente nell’ideologia della rabbia, nella forza dell’amore, nel desiderio di opporsi e di urlare anche quando le idee dirottano altrove…perché anche se spesso “la vita ci spinge verso direzioni diverse”, si torna sempre dove si è stati bene, dove sentirsi parte di qualcosa, ed è questo che i fan, la “famiglia allargata” del Teatro, anela da sempre.
In fondo “Goodbye” è solo un arrivederci.

(foto di Beatrice Ciuca)

Setlist:
Vita mia
Dio mio
E lei venne!
Disinteressati e indifferenti
Due
È colpa mia
Lavorare stanca
La canzone di Tom
Direzioni diverse
Il Terzo Mondo
Vivere e morire a Treviso
Majakovskij
Io cerco te
Il lungo sonno (Lettera aperta al Partito Democratico)
Non vedo l’ora
Compagna Teresa

Encore 1:
Padre Nostro
A sangue freddo
Mai dire mai
Lezione di musica

Encore 2:
Maria Maddalena