La gravità
Il lavoro di questi quattro ragazzi è comunque da apprezzare: i brani sono ben costruiti e per nulla approssimativi.
E’ uscito “La gravità”, cd autoprodotto dei veronesi Mürmür.
Il progetto Mürmür nasce dai fratelli Paolo e Zeno Camponogara (chitarra e batteria), a cui si sono aggiunti Mirko Tommasi (voce) e Alessandro Formenti (basso).
“La gravità” è un cd di otto brani di buon pop, che sembra strizzare l’occhio al Renga più elettronico o al meglio dei Negramaro.
Ad aprire le danze, “A me piace”, un pezzo dal ritmo rapido ed incalzante. Sulla stessa scia della prima traccia procede sostanzialmente tutto il cd, che non ha cadute ma, purtroppo, neanche veri e propri picchi: un ascoltatore distratto rischia quasi di non accorgersi del passaggio da un brano all’altro.
Il lavoro di questi quattro ragazzi non è comunque da disprezzare: i brani sono ben costruiti e per nulla approssimativi, manca loro un po’ di fantasia e voglia di rischiare, ma forse sono ancora in cerca di un loro esatto stile. La voce di Tommasi , col suo timbro particolare, dà tono ed energia ai brani e può facilmente trasformarsi nella cifra stilistica, nel segno di riconoscimento della band.
I testi sono freschi e spesso ben fatti, come quello di “Occhi lucidi”, la quarta traccia. Altri invece non convincono, stridono e risultano un po’ingenui (è il caso de “Il mio salvagente”).
Nel complesso “La gravità” è un cd che merita di essere ascoltato e i Mürmür una band che potrebbe riservare piacevoli sorprese.


