Ambient/Elettronica 7 Giugno 2018

Lighthouse

Un album incredibile, dinamico, sperimentale e travolgente, il seguito perfetto dell’altrettanto infuocato “The Stone House”, del 2016. Un capolavoro assoluto per ascoltatori dal palato fino, per gli amanti sia del free jazz di qualità che dei King Crimson

Etichetta
MoonJune Records

Un album incredibile, dinamico, sperimentale e travolgente, il seguito perfetto dell’altrettanto infuocato The Stone House, del 2016. Abbiamo a che fare con un trio assolutamente formidabile, quello composto da Mark Wingfield, chitarrista jazz appassionato però anche di progressive rock, da Markus Reuter, inventore della touch guitar e compositore di musica ambient e da Asaf Sirkis, batterista israeliano, inglese di adozione.

Il loro nuovo lavoro si intitola Lighthouse, è stato registrato anch’esso negli studi de La Casa Murada, in Catalogna e sviluppa le stesse tematiche del primo album, spingendosi forse ancora oltre sul piano dell’improvvisazione e della fusione fra generi e stili musicali diversi. Un capolavoro assoluto per ascoltatori dal palato fino, per gli amanti sia del free jazz di qualità che dei King Crimson.

Non è un caso infatti che Markus Reuter sia attivo anche con i Crimson ProjeKct e con gli Stick Men, altra band che ha al suo interno membri dei King Crimson come Pat Mastelotto e Tony Levin. Il disco si articola su sette lunghe composizioni, solo strumentali, che vedono i tre musicisti impegnati a dialogare fra loro e al tempo stesso ad esplorare le potenzialità più nascoste della strumentazione in loro possesso. Un album in cui la mente e il corpo cercano soddisfazione reciproca, si liberano di qualsiasi impalcatura e si lasciano andare. Il rischio è totale, assoluto, il risultato è semplicemente fantastico. Da possedere a tutti i costi