Lighthouse
Un album incredibile, dinamico, sperimentale e travolgente, il seguito perfetto dell’altrettanto infuocato “The Stone House”, del 2016. Un capolavoro assoluto per ascoltatori dal palato fino, per gli amanti sia del free jazz di qualità che dei King Crimson
- Artista
- Wingfield, Reuter, Sirkis
- Etichetta
- MoonJune Records
Un album incredibile, dinamico, sperimentale e travolgente, il seguito perfetto dell’altrettanto infuocato The Stone House, del 2016. Abbiamo a che fare con un trio assolutamente formidabile, quello composto da Mark Wingfield, chitarrista jazz appassionato però anche di progressive rock, da Markus Reuter, inventore della touch guitar e compositore di musica ambient e da Asaf Sirkis, batterista israeliano, inglese di adozione.
Il loro nuovo lavoro si intitola Lighthouse, è stato registrato anch’esso negli studi de La Casa Murada, in Catalogna e sviluppa le stesse tematiche del primo album, spingendosi forse ancora oltre sul piano dell’improvvisazione e della fusione fra generi e stili musicali diversi. Un capolavoro assoluto per ascoltatori dal palato fino, per gli amanti sia del free jazz di qualità che dei King Crimson.
Non è un caso infatti che Markus Reuter sia attivo anche con i Crimson ProjeKct e con gli Stick Men, altra band che ha al suo interno membri dei King Crimson come Pat Mastelotto e Tony Levin. Il disco si articola su sette lunghe composizioni, solo strumentali, che vedono i tre musicisti impegnati a dialogare fra loro e al tempo stesso ad esplorare le potenzialità più nascoste della strumentazione in loro possesso. Un album in cui la mente e il corpo cercano soddisfazione reciproca, si liberano di qualsiasi impalcatura e si lasciano andare. Il rischio è totale, assoluto, il risultato è semplicemente fantastico. Da possedere a tutti i costi


