Indie 18 Aprile 2005

Live Recordings 2004

In attesa del seguito del fortunatissimo “Hopes And Fears” gustiamoci questo mini EP dei Keane contenente sei tracce live registrate in giro per il mondo.

Artista
Keane

I Keane sono stati probabilmente il gruppo rivelazione del 2004, con quel disco pieno di melodia e intuizione che è “Hopes And Fears” e con quell’assetto atipico che vede in formazione un batterista, un cantante e un pianista (che nel disco suona anche i sintetizzatori e il basso, lasciato opportunamente ad un turnista durante i live).
Il segreto di questo successo è tutto da trovarsi in costruzioni armoniche tipicamente inglesi confezionate con un sound esclusivamente pianistico ma niente affatto scarno o monotono (arricchito com’è anche da sintetizzatori e loop), mentre la nota di valore aggiunto è data dalla bellissima voce del cantante Tom Chaplin, capace di raggiungere vette elevate con la sua voce dolce e tuttavia sofferta; in attesa del secondo disco esce in questi giorni un mini album di sei canzoni registrate in sessioni live in varie parti del mondo durante il 2004.
Il risultato è un prodotto appetitoso per la nutrita schiera di fans del gruppo, poiché il disco, oltre a contenere alcuni dei loro più grossi successi, presenta anche una traccia che è inclusa solo nel singolo “This Is The Last Time”, ovvero “Allemande”.
Questo disco è l’occasione per testare le effettive capacità dei Keane al di fuori della sala di registrazione, dove si sa, si può raggiungere (si deve anzi raggiungere) la perfezione stilistica nelle composizioni; i Keane superano brillantemente la prova, Tom Chaplin si rivela un cantante di grossa caratura anche nella veste live, così come le composizioni mantengono il loro suono e le loro dinamiche anche con l’aggiunta di un bassista turnista e di una dimensione “on the road” che inevitabilmente avrebbe potuto cambiare le carte in tavola. “Somewhere Only We Know”apre il disco e subito viene fugato ogni dubbio: voce in evidenza, piano che lavora ritmicamente dando il tempo e batteria che dimostra di avere un suono più rock in veste live; il brano è stato registrato a Londra assieme a “Bedshaped” che chiude il disco, mentre le altre sono registrazioni di Toronto, Amsterdam, Berlino e addirittura Reykjavik.
Oltre a questi due pezzi citati sono proposti in versione album (cioè con gli arrangiamenti di batteria, basso e sintetizzatori) anche “We Might As Well Be Strangers” e “Everybody’s Changing”, mentre “Allemande” e “This Is The Last Time” sono rivisitate in chiave acustica solo con il piano di Rice-Oxley, ma poco cambia perché il canto è appassionato e lo strumento vibra di intensità, dando vita a dei piccoli eventi da ascoltare con il cuore.
Niente viene aggiunto rispetto alle versioni in studio, tutto è fedele e riproposto con la giusta misura che aveva caratterizzato il debutto, il che potrebbe anche essere un punto a sfavore ma dipende dai punti di vista. Francamente questo “Live Recordings 2004” è un ottimo passatempo per ingannare l’attesa del prossimo disco dei Keane, ma non è un disco da acquistare necessariamente; un fan deve averlo, gli altri possono fermarsi al disco in studio.
Una cosa da notare: il disco, che è un mini album ricordiamolo, è in vendita a un prezzo medio, lo stesso che tempo fa aveva l’intero disco di debutto “Hopes And Fears”: che abbiano deciso i Keane di diventare i nuovi Coldplay anche nelle strategie di marketing e di prezzo?