Indie 17 Febbraio 2007

Myths Of The Near Future

Tutto possono suscitare questi Klaxons tranne che l’indifferenza. E se fosse questo “new-rave” la nuova frontiera dell’indie?

Artista
Klaxons
Etichetta
Polydor

Tutto possono suscitare questi Klaxons tranne che l’indifferenza. Un po’ per il modo di vestirsi a dir poco appariscente, un po’ perché un singolo come “Gravity’s Rainbow” non può che dividere la massa e un po’ perché tre giovanissimi musicisti polivalenti (spesso si scambiano i ruoli), che rispondono ai nomi di Jamie Reynolds (basso), Simon Taylor(chitarra) e James Righton (tastiere), non si vedono tutti i giorni.
Il fatto strano è che le persone che inizialmente avevano bocciato velocemente questi inglesi etichettandoli al primo ascolto ora stanno cantando il ritornello di “Atlantis To Interzone”.
Se poi si ascolta questo “Myths Of The Near Future” si fanno delle considerazioni del tipo: ”Divertente, ma che genere è?”. Sì, in effetti c’è del rock, c’è del punk, dell’elettronica, tanto che alla fine nella confusione più totale l’NME si è inventato il “new-rave”. L’unica certezza è che ballerete dall’inizio alla fine in questo album d’esordio del trio londinese con riferimenti a David Bowie ma anche a gruppi attuali come i The Rapture.
“Two Receivers” è solo l’antipasto di quello che subito dopo sentirete in versione totalmente più movimentata. Cori, giri di basso ruvidi e una batteria martellante faranno da sfondo a questo LP che concede pause solamente dopo aver ascoltato “Totem On The Timeline”. Dunque rifiatate con “As Above, So Below” e “Isle Of Her” di metà album perché poi passando per il gia citato “Gravity’s Rainbow”, il controverso “Magick”, l’ottimo “It’s Not Over Yet” e il gran finale di “Four Horsemen Of 2012” ci sarà da divertirsi.
Insomma un disco da comprare perché bello, originale e soprattutto divertente. Molto probabile che costituisca anche un riferimento per quello che sentiremo nel 2007.
E se fosse questo “new-rave” la nuova frontiera dell’indie? Chiedetelo ai Klaxons.