Indie 11 Luglio 2005

Ocean Of Confusion: Songs Of Screaming Trees 1990-1996

Gli Screaming Trees sono stati un ottimo gruppo che, forte di un inconfondibile sound chitarristico e della voce di Mark Lanegan, tra il 1986 e il 1996 ha realizzato una serie di album di indubbio interesse

Artista
Screaming Trees
Etichetta
Epic

Gli Screaming Trees sono stati un ottimo gruppo (di Ellensburg, nello stato di Washington, nel nordovest degli USA) che, forte di un inconfondibile sound chitarristico e della voce di Mark Lanegan, tra il 1986 e il 1996 ha realizzato una serie di album di indubbio interesse, giocati sull’equilibrio tra rock “tradizionale” e tirato, suggestioni psichedeliche e spunti acid rock.
La formazione comprendeva, oltre al tenebroso Lanegan, Mark Pickerel alla batteria e Van Conner al basso – una validissima sezione ritmica – e il chitarrista Gary Lee Conner, un musicista con un fascinazione particolare per accordi, arpeggi e assolo saturi di distorsione e wah-wah, ma a proprio agio anche con partiture acustiche meno ribollenti.
Dopo aver inciso per la Velvetone (l’Lp “Clairvoyance”, 1986), per la Sub Pop e per la fondamentale SST (“Even If And Especially When”, 1987; “Invisibile Lantern”, 1988; “Buzz Factory”, 1989), nel 1990 la band è entrata nella scuderia della Epic e ha pubblicato gli album “Uncle Anesthesia” (1991), “Sweet Oblivion” (1992) e “Dust” (1996).
La raccolta “Ocean of Confusion” copre quest’ultimo periodo, a partire dall’EP del 1990 “Something About Today”, con i trascinanti “Who Lies In Darkness” e “Ocean of Confusion”. La musica degli Screaming Trees nei dischi successivi, soprattutto dal bellissimo “Sweet Oblivion” (di cui sono qui presenti otto canzoni), si è andata via via stemperando nelle sue componenti più acide, mantenendosi però sempre sanguigna e guadagnando una certa “classicità”, come dimostrano pezzi quali “More Or Less”, “Make My Mind” e “Dying Days”. Da citare comunque anche la splendida, elettroacustica “Dollar Bill”, l’intensa “For Celebrations Past”, con un Lanegan da brividi, e le inedite “Paperback Bible” e “Watchpocket Blues”, incise nel 1994 e in perfetto stile Screaming Trees ultimo periodo. Per non parlare della sognante “Disappearing”, che aggiorna i Love e anticipa i Calexico di qualche anno. La navigazione nelle acque turbolenti – ma non troppo – degli Screaming Trees è vivamente consigliata…