Folk 3 Aprile 2017

Pastis

Un disco dal sound ricco di sfumature e contaminazioni dove l'approccio folk è smussato in chiave pop

Contromano e controcorrente. La band torinese è in giro dall’ultimo anno del secolo scorso, anche se l’attività iniziò nel 2000.

E dopo tre lustri abbondanti di scorribande, il quarto lavoro dell’ensemble – che arriva a cinque anni da Quello Che Ci Resta – è un curioso mix di cantautorato, jazz, ballate romantiche e motivi spensierati che richiamano Buscaglione e i Mau Mau.

Il tutto con la solita attitudine danzereccia che strizza l’occhio ai ritmi latini. Un sound ricco di sfumature e contaminazioni dove l’approccio folk è smussato in chiave pop. Godere per credere