Indie 8 Luglio 2004

Rejoicing the Hands

La seconda prova del menestrello Devendra Banhart è un convincente esempio di lo-fi/folk che affina ancora di più quanto espresso con l’esordio “Oh me oh my…

La seconda prova del menestrello Devendra Banhart è un convincente esempio di lo-fi/folk che affina ancora di più quanto espresso con l’esordio “Oh me oh my…”; non rifacendosi a modelli classici (Bob Dylan e Neil Young ad esempio) ma citando gente come Caetano Veloso, i 16 episodi di questo “Rejoicing the Hands” ci offrono un ritratto spassionato ed intimo di un personaggio singolare e onesto.
Attraverso le tracce del disco – registrate sempre in una maniera casalinga ma con qualche velleità professionale in più – l’artista si mostra nudo, con una chitarra e qualche eventuale percussione o arco e ci descrive il suo mondo con una leggerezza e una fragilità positivamente sconcertante.
Il mondo di Devendra è quel limbo di terra tra l’immensità del deserto e il mistero dell’oceano, un mondo fatto di suggestioni e di immagini dipinte su tela o tradotte in delicati arpeggi che riescono ad aprire la porta di questo affascinante universo al quale è impossibile non rimanere coinvolti.