Sessantanove In Cerchio
Dall’hard-rock al pop-rock in italiano. Con questo doppio salto carpiato, Gray Renda, veterano della scena italiana fin dagli anni ’80, avrebbe potuto rompersi l’osso del collo, e invece è atterrato in piedi come un atleta olimpionico.
Dall’hard-rock al pop-rock in italiano. Con questo doppio salto carpiato, Gray Renda, veterano della scena italiana fin dagli anni ’80, avrebbe potuto rompersi l’osso del collo, e invece è atterrato in piedi come un atleta olimpionico.
Questa sua seconda prova, registrata tra l’Italia e l’Oregon, arriva a due anni da “La Mia Confidenza” e presenta, a parte un paio di eccezioni più accelerate, una serie di ballate pop dai picchi emotivi così elevati che molti cantautori sovrastimati di oggi non riuscirebbero a raggiungerli nemmeno se ci provassero per due vite intere.
In primo luogo per la sua voce, peculiare e dalla musicalità accentuata, quasi come fosse uno strumento aggiuntivo (il giornalista e scrittore musicale Gianni Della Cioppa l’ha definito una delle migliori voci rock italiane nel suo libro “Va Pensiero – 30 anni di rock e metal in italiano”). E poi per le qualità in fase di composizione. Rabbia, malinconia, urgenza, intensità, energia. Il flipper delle emozioni è una partita lunghissima a caccia del record di punti, ed il suo, Gray, l’ha già doppiato.


