Music Affairs 21 Luglio 2015

Slick Little Girl

Disco che ripropone, estendendola, la loro proverbiale cifra post-punk/dark-wave e cattura appieno l’energia dei loro live-show coi quali si sono guadagnati un nutritissimo seguito dalle loro parti.

Primo full-lenght per questa giovane band californiana che riprende da dove aveva interrotto con il precedente EP omonimo del 2013. Disco che ripropone, estendendola, la loro proverbiale cifra post-punk/dark-wave e cattura appieno l’energia dei loro live-show coi quali si sono guadagnati un nutritissimo seguito dalle loro parti.
I Feral Kizzy sono un indemoniato 3+2 dove 3 sono gli uomini e 2 le donne. La parità di genere è (quasi) rispettata, anche perché le donne saranno pure di meno ma è la cantante Kizzy Kirk a dare il nome al progetto. E chissà se anche il titolo del disco è riferito a lei.
Le influenze spaziano dal Bowie periodo glam (vedasi anche la copertina) alla Patti Smith di “Horses” fino ai Cure di “Disintegration” e gli Yeah Yeah Yeahs. Ma ne potremmo dire mille altri e ci starebbero bene comunque. Il tutto è poi sapientemente mescolato in un calderone dai riflessi pop, soul, hip-hop e grunge. Insomma, catchy ma nobili, derivativi ma preparati.
”Slick Little Girl” ha richiesto duri mesi di lavorazione durante i quali il quintetto di Long Beach ha curato maniacalmente ogni singola nota presente in esso. E i risultati si sentono a partire dalle splendide Community Service, Lament e Not My Mind, costruite come catartiche mini-sinfonie dal finale epico. Senza tralasciare The Way We Are e la conclusiva What Are You Doing, che termina chiedendosi “what is the point anyway” ? Ai posteri l’ardua sentenza.