Ambient/Elettronica 1 Settembre 2011

SPECIALE VENEZIA 68 – Prime cronache dal Lido

Ci siamo. Il Festival del Cinema di Venezia è iniziato. Quest’anno c’è tanta carne al fuoco, così tanta, che Marco Muller, direttore della mostra ormai dal 2004, dovrà stare attento a non bruciarsi

Ci siamo. Il Festival del Cinema di Venezia è iniziato. Quest’anno c’è tanta carne al fuoco, così tanta, che Marco Muller, direttore della mostra ormai dal 2004, dovrà stare attento a non bruciarsi.

E già da ieri sono partite le prime polemiche sulla scelta riguardante il film di pre-apertura, ricaduta su Box Office 3D di Ezio Greggio. Contro i giornalisti che gridano alla raccomandazione, Muller si schermisce affermando che tra lui e lo storico conduttore di Striscia non c’è alcun legame di amicizia e che la scelta è stata dettata semplicemente dal grande successo che negli ultimi anni sta ottenendo il cinema popolare. Probabilmente quello che “sconvolge” parte della stampa è la decisione di introdurre un genere fortemente lontano dalle dinamiche di un Festival come quello di Venezia. E io aggiungo, se era proprio necessario avere un baluardo del cinema popolare alla mostra, non sarebbe stato più appropriato scegliere un De Sica o un Boldi, veri campioni d’incassi in Italia?

Ma torniamo al concorso. Oggi si è aperto con l’ormai veterano George Clooney e il suo Idi di Marzo, accolto dalla stampa con applausi convinti. L’attore interpreta le vesti del senatore Morris, in corsa alle primarie in Ohio e alle prese con la ormai celebre macchina del fango. Quanto conta la morale nella vita? Fino a dove vi spingereste per arrivare al vostro obiettivo? E soprattutto quant’è sporca veramente la politica? Sono tutte domande che Clooney si pone e ci pone durante l’intera durata del film. Ciò che spicca nella trama è la cattiveria di quasi tutti i personaggi che lentamente muta le sorti della vicenda. Finalmente vediamo un Clooney cinico, pronto a sporcarsi le mani, con una caratterizzazione dei personaggi reale.

E’ partita sempre nella giornata di oggi la Settimana della critica, che ha visto in apertura Stockholm East di Simon Kaijser da Silva, film svedese che non lascia granchè dietro di sè. La vicenda si dipana intorno alla relazione tra una madre che ha perso la figlia in un accidentale incidente e l’assassino della piccola. L’uomo divorato dai sensi di colpa non si dà pace. La donna subisce uno shock tale che inizia a chiudersi in sé stessa. I due s’incontrano per caso. Lui sa chi è lei. Lei ne è invece allo scuro. Si conoscono, si avvicinano, si guariscono, infine s’innamorano. La pellicola diventa interessante nella parte finale quando il regista inizia ad analizzare realmente le reazioni dei personaggi alla vicenda.