Ambient/Elettronica 29 Aprile 2017

Still Life

Un disco che suona raffinato e genuino, per gli amanti dell’elettro pop e per chi vuole muoversi lungo le onde di una piacevole traversata oltremanica

Artista
Little Cub
Etichetta
Domino

I Little Cub sono un trio elettro-pop della South London che fa il suo esordio con un primo disco che brilla per semplicità e apparente leggerezza.

Dominic Gore, Duncan Tootill e Adrian Acolatse, miscelano elementi di house, techno e ambient con frammenti di jazz e pop anni 80, non cadendo affatto nel revival grazie alla scelta di un sound raffinato e graffiante.

Ma sono soprattutto i testi pieni di consapevolezza e sensibilità contemporanea l’elemento di maggiore emancipazione dei Little Cub da un facile accostamento con alcuni grandi gruppi a cui il trio avrà fatto certamente attinto (Aphex Twin, New Order, Junior Boys).

La storia, recente, di questi tre ragazzi inizia a Dorking, nel Surrey, l’hinterland suburbano che ruota intorno alla grande Londra. In questo contesto i Little Cub sembrano emergere da una nuvola musicale che si produce solo a quelle latitudini. Il mix di elettro pop che i tre creano in Still Life ha il sapore di quella disco che non ti obbliga a ballare ma ti invita a danzare.

Loveless ne è un esempio, una dance-hit che non stressa i ritmi e ti lascia la voglia di continuare il movimento. Le trame esistenzialiste dei Little Cub corrono per tutto il tracciato di Still Life con i battiti di Too Much Love o le atmosfere dark di Death of a Football Manager.

Still Life è un disco che suona raffinato e genuino, per gli amanti dell’elettro pop e per chi vuole muoversi lungo le onde di una piacevole traversata oltremanica