Surfin’ Gaza
Un album sull’abbandono, sul mare che diventa un altrove, luogo in cui rifugiarsi e lasciarsi andare dolcemente alla deriva, lontano dalla costa e da tutto ciò che vi sta sopra.
Dopo due EP pubblicati nel 2013, ecco l’esordio sulla lunga distanza di questa piccola band che è già un cult: gli Omosumo, trio siciliano formato da Angelo Sicurella, Roberto Cammarata e Antonio Di Martino. Come suggerisce il titolo, l’album contiene riferimenti alla situazione nella Striscia di Gaza. Già, ma che c’entra il surfare? L’idea è venuta alla band dopo la visione del documentario “God went surfing with the devil”, del regista Alexander Klein, dove giovani israeliani e palestinesi si ritrovavano insieme per fare surf su un mare che appariva incredibilmente lontano da guerre, scontri di territorio e violenza quotidiana.
Ma anche l’attività compiuta sul territorio dal circolo “Explore corps and surfing 4 peace” con lo scopo di unificare le due popolazioni sotto il segno del surfing ha dato il suo contributo in fatto di idee a questa band che si muove con grande naturalezza tra ritmi africani, divagazioni desertiche e incursioni nel meridione italiano a cavallo di sinth e drum-machine dai quali è stata estrapolata l’anima più calda.
Anche la voce è stata usata come uno strumento, e i testi, oltre all’inglese e l’italiano, includono anche qualche elemento in arabo.
«Surfin’ Gaza» – racconta la band – «è un album sull’abbandono, sul mare che diventa un altrove, luogo in cui rifugiarsi e lasciarsi andare dolcemente alla deriva, lontano dalla costa e da tutto ciò che vi sta sopra. L’unica volontà che avevamo era di fare un disco che noi per primi avremmo voluto mettere sul piatto, in ascolto, a casa nostra».


