Ambient/Elettronica 4 Aprile 2018

The Stairwell Sessions

Melodia, che dal suadente passa all’ossessione sonora, ad atmosfere irrespirabili che prendono alla gola. Questo disco del misterioso trio del North Carolina fa pensare al misticismo erotico di “Eyes Wide Shut”, se non di “Velluto Blu” o “Strade Perdute”. Otto tracce di inestimabile perfezione e di incredibile purezza

Artista
LÜM
Etichetta
Silber records

Come tutti (o quasi) i “prodotti” della Silber Records che ci vengono mandati in redazione, i LÜM non mancano di una vita oscura e misteriosa. “Da un futuro antico mondo sono giunti fino a noi” faceva la sigla dei Predatori del tempo (Ah, Super Tre), e si adatta più che mai al contesto.

I LÜM sono un concentrato futuristico di jazz, ambient, noise, drone e musica da camera. Tre impavidi ragazzi del North Carolina si cimentano in quest’avventura polifonica: Charles Wright (violino), Nathan Maxwell (viola) e J. M. Borer (armonica), tutti e tre si dividono il campo tra voce e percussioni.

I tre coraggiosi si uniscono nel 2014 con l’idea di partenza di improvvisazioni ambient jazz che diffondesse anche il loro background drone e noise. The Stairwell Sessions è il loro ultimo lavoro, uscito ad Ottobre 2017, un po’ Fantasma dell’Opera e un po’ noise futurista di ultima generazione. Melodia, che dal suadente passa all’ossessione sonora, ad atmosfere irrespirabili che prendono alla gola. Fa pensare al misticismo erotico di Eyes Wide Shut, se non di Velluto Blu o Strade Perdute. I chamber instruments sono magistrali, il violino, che gioca un ruolo fondamentale, cadenzato apposta per risultare ossessivo e soffocante, l’intera orchestra che rimanda a bagliori spirituali da un verso e alle tenebre più profonde dall’altro. Otto tracce di inestimabile perfezione e di incredibile purezza.

Come già detto circola bene poco su di loro e non avendo avuto l’onore di ricevere informazioni dall’etichetta che li promuove, possiamo solo appellarci alla musica. Madre, creatrice, forma e volume unico, costruzione spirituale di questo disco, incedere terribile e maestoso di anima jazz e sentimento noise. Il tutto in versione orchestrata. Da far gelare il sangue nelle vene