Italiani 23 Dicembre 2008

The Youth Album

Promettenti e senza esigenza di altezzosi fronzoli. Il loro sound scorre senza lasciare alle spalle alcun brano, imbrigliando e convogliando l'attenzione su ogni traccia.

Sinonimo d’intelligenze Rock i Novadeaf consacrano con questo “The Youth Album” il loro riuscito esordio discografico. Promettenti e senza esigenza di altezzosi fronzoli il loro sound scorre e non si lascia alle spalle alcun brano, imbrigliando e convogliando l’attenzione su ogni traccia. Memori di quel buon brit/pop-rock da primi posti in classifica e di quel post-grunge dalla evidenziata identità i cinque pisani non si lasciano scalfire da cadute di stile ma mettono a fuoco l’obbiettivo tra accurate intensità in partiture, alternative, mai banali immediatezze e indiscusse capacità tecniche. Pregustando le stuzzicanti irruenze riffate di “Moving Lights” e i permeanti fraseggi in basso di “Pass me by” non potrete più far a meno di andare avanti e lasciarvi divorare dall’inebriante sapore Yorke-iano di “October Sun” e “Car” a cui l’ascolto in stereo a tutto volume ne sottolineerà al meglio le struggenti luminosità. Si cambiano le carte in tavola a metà del gioco ma le mosse migliori non sono finite e tra il forgiato rock di “Beautiful Things” e “The Uncool” si racconta la storia, di quelle impeccabili pellicole grunge, a cui non manca neppure la ballata acustica di “Moonsong”. Siamo alle ultime e con “The cold room” dalle attitudini di chitarra e batteria e le spiazzanti delicatezze in personalità vocali di Federico Russo. Ed ecco far capolino una lacrima tagliente che sa di vittoria, quella meritata vittoria che sicuramente non ci farà dimenticare di loro!