Things Can Turn Ugly
Sebbene con alcuni istanti leggermente derivativi, “Things Can Turn Ugly” è in un album ben curato, pulito ed elegante nel suono e nella composizione, una fruibile e avvolgente nebbia sonora dalle tinte fosche e consistenti.
- Artista
- Timecut
- Etichetta
- Valery Records
”Things Can Turn Ugly” dei Timecut è una scatola nera che racchiude al suo interno atmosfere oscure, trame compositive da metallurgia evanescente e sonorità alternative rock fluttuanti.
In balia di richiami più o meno evidenti, inseguendo in maniera totalmente personale le anime di Deftones e A Perfect Circle, la band costruisce un discorso musicale ben impostato tra voce affilata, drumming strutturato e potente e riff taglienti.
Mixato presso gli Zeta Factory Studios di Modena e masterizzato da Alberto Cutolo ai Massive Arts Studios di Milano, “Things Can Turn Ugly” si edifica così su un macigno strumentale e vocale interessante e su un impianto melodico che fa della tecnica una componente importante e degna d’attenzione.
Si alternano ambientazioni varie tra scenari intimisti e crudi al contempo (John Is Loud, Mozimbo, Want, Martie’s), immagini ritmiche violente (Fair And Bright, The Chant Parade) e pigli di malinconia tenebrosa (This Will Lead To An End).
“Things Can Turn Ugly” è in definitiva un album, sebbene con alcuni istanti leggermente derivativi, ben curato, pulito ed elegante nel suono e nella composizione, una fruibile e avvolgente nebbia sonora dalle tinte fosche e consistenti.


