Time to Kill
“Che bella sorpresa!”, potremmo dire. Se non fosse che già col suo primo, omonimo album, Sophie Zelmani ha vinto due Grammy
- Artista
- Sophie Zelmani
- Etichetta
- Columbia
“Che bella sorpresa!”, potremmo dire. Se non fosse che già col suo primo, omonimo album, Sophie Zelmani ha vinto due Grammy. E se non fosse che il suo secondo disco Precious Burden l’aveva già trasformata da giovane promessa a solida realtà. Cosa aspettarsi allora se non una conferma?
Una chitarra, un basso acustico, un pianoforte e il gioco è fatto. Questo deve aver pensato Sophie Zelmani prima di dare alla luce Time To Kill. E proprio un parto deve essere stato, visto che la giovane svedese ha scritto tutte le musiche e i testi dell’album. Un album all’insegna della semplicità in cui l’autrice si mette a nudo e va a camminare sulle corde più profonde dell’animo umano. Lì, Sophie Zelmani si muove così delicatamente che fa sembrare tutto estremamente facile e naturale. Come se essere al mondo significasse sempre vivere momenti indimenticabili. Time To Kill insomma è un disco di rara intensità, mosso da eleganza e tatto infiniti. Gli undici brani fanno a gara per essere il più bello. Ne scaturisce una musica calda e ospitale come una vagina che ti fa compagnia finché non glielo chiedi. Cosa volere di più da un dischetto argentato?
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