Ambient/Elettronica 8 Dicembre 2011

Torino Film Festival – I premiati

È terminato il 29° Torino Film Festival. Anche quest’anno si è confermato come uno dei festival italiani più importanti e in crescita del nostro Paese...

È terminato il 29° Torino Film Festival. Anche quest’anno si è confermato come uno dei festival italiani più importanti e in crescita del nostro Paese.

La giuria composta da Jerry Shatzberg, Michael Fitzgerald, Valeria Golino, Brillante Mendoza, e Hubert Niogret assegna i premi come miglior film a A Annan Veg di Hasfstein Gunnar Sigurdsson.
Il premio speciale della giuria è andato ex-aequo al francese 17 filles di Delphine e Mauriel Coulin e al libanese Tayeb, Khalas, Yalla di Rania Attieh e Daniela Garcia.

Il premio per la migliore attrice è stato consegnato a Renate Krossoner per Vergiss Dein End di Andreas Kannengiesser, mentre il premio per il miglior attore a Martin Compston per Ghosted di Craig Viveiros.

Il premio al miglior documentario internazionale è andato a Les éclats (Ma gueule, ma révolte, mon nom) di Sylvain George.
Nella sezione documentari bisogna sottolineare la presenza al festival del grande Herzog con il suo intenso e forte Into The Abyss.
Herzog otto giorni prima dell’esecuzione, incontra Michael Perry condannato a morte per un omicidio commesso con Jason Burkett, che invece sconterà l’ergastolo. La ricostruzione del delitto, l’incontro con i familiari e amici di vittime e colpevoli, restutiscono la realtà del contesto che li circonda scandagliando la profondità dell’essere umano.
Come dichiara il regista, “non ci sono falsi sentimentalismi né commiserazione o complicità: piuttosto un senso di solidarietà con i detenuti e, soprattutto, la ferma consapevolezza che sono esseri umani”. Il film ha avuto anche una menzione speciale per aver affrontato il tema della pena di morte e della violenza dell’istituzione carceraria con rispettosa sobrietà, testimoniando il valore assoluto della vita.
Un altro grande maestro presente al festival è Martin Scorsese con il magnifico documentario sul mitico George Harrison, George Harrison – Livinig In The Material World. Grazie ad immagini rare e del tutto inedite, e alle testimonianze di amici e familiari si è ripercorsa tutta la sua vita da quando è entrato a far parte dei Beatles, alla pubblicazione del disco esordio All Things Must Pass (1970), passando per il concerto del Bangladesh da lui organizzato nel 1971 e la fondazione della casa di produzione cinematografica HandMade Films, fino alla scomparsa del 2001.

Il premio Scuola Holden è andato alla sceneggiatura di A Annan Veg, “un film essenziale e beckettiano che sta in equilibrio sul filo di una linea di mezzadria tirata da un niente nel deserto islandese popolato da fantasmi femminili”. Un’altra menzione speciale è anche andata a Condition di Andrei Severny per l’attenzione conferita alla relazione come cura e alla ricerca di integrazione tra l’umanità e la natura.

E’ stato presentato anche The Descendants di Alexander Payne con George Clooney; racconta una storia ricca di emozioni, ma che diventa unica proprio perché girata all’Hawaii. Purtroppo convince solo in parte perché risulta a tratti retorico e banale, come capita spesso quando si trattano temi universali e delicati. Il cast comunque funziona, e Clooney ci regala un’altra grande interpretazione.
Sublime Albert Nobbs di Rodrigo Garcìa, opera in costume ambientata nell’Irlanda dell’Ottocento che vede Glenn Close nei panni di un uomo.
E infine il film a sorpresa: Twixt di Francis Ford Coppola, l’horror gotico di cui si è parlava e che si attendeva da tempo. L’opera parla di uno scrittore di romanzi horror di Hall Baltimore che ha perso l’ispirazione. Interpretato da Val Kilmer il film è un chiaro omaggio alla letteratura americana come Edgar Allan Poee Nathaniel Hawthorne.