“Tra Due Fuochi” di Christopher Buehlman
Un'opera indimenticabile che interroga il lettore sul significato stesso della grazia quando il mondo intero brucia, stringendone pian piano il cuore in una morsa da cui è difficile liberarsi.
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- Mercurio Books
La letteratura fantastica e storica ha spesso corteggiato il Medioevo, dipingendolo come un’epoca di cavalieri senza macchia, torri d’avorio e leggende cavalleresche. Ma ci sono libri capaci di strappare via questa coltre di velluto per mostrare il vero, spaventoso sottoscala dell’anima umana e del soprannaturale. Con “Tra due fuochi” di Christopher Buehlman, superbamente riportato in Italia da Mercurio in un’edizione splendida questo ottobre (con la traduzione curata da Maurizio Totaro, la prefazione di Joe Hill e le illustrazioni di Strangehouse), ci troviamo di fronte a un’opera monumentale, viscerale e commovente. Ambientato in una Francia devastata dalla peste del 1348, il romanzo affonda le mani nel fango, nel sangue e nella disperazione. La cosiddetta “Morte Nera” non è soltanto una calamità biologica ma anche il sintomo visibile di un ordine cosmico collassato. Gli angeli tacciono, le armate celesti sembrano impotenti o assenti, i demoni camminano liberamente sulla terra, incarnandosi tra i vivi e corrompendo ciò che resta della grazia divina. In questo scenario apocalittico, Buehlman tesse un racconto che mescola l’epica oscura, l’horror gotico e il dramma storico con una potenza visiva inebriante.
Il cuore pulsante del romanzo risiede nell’incontro tra due anime ferite, apparentemente agli antipodi ma destinate a completarsi, Thomas e Delphine. Il primo è un ex cavaliere caduto in disgrazia, segnato dalle cicatrici della guerra e della violenza, un uomo cinico e svuotato che ha smesso di credere in qualsiasi forma di clemenza divina. La seconda è invece una bambina misteriosa, fragile eppure inflessibile, che sostiene di udire la voce degli angeli e di dover compiere una missione disperata ad Avignone, nel cuore di una lotta invisibile che si combatte nei cieli. Il loro legame si sviluppa lentamente, episodio dopo episodio, in un pellegrinaggio doloroso e catartico. È qui che il libro esprime la sua massima forza emotiva: la trasformazione di Thomas da mercenario disilluso a protettore devoto, unita alla purezza disarmante di Delphine, crea una luce fioca ma incrollabile in un’interminabile notte nera. Un’opera indimenticabile che interroga il lettore sul significato stesso della grazia quando il mondo intero brucia, stringendone pian piano il cuore in una morsa da cui è difficile liberarsi.



