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Ben 43 anni dopo, Israele intende fare pubblica ammenda nei confronti dei Beatles per il concerto che i 'Fab Four', allora in piena esplosione planetaria, avrebbero dovuto tenere a Tel Aviv nel '65, lo stesso anno in cui suonarono pure in Italia, e che in extremis fu invece annullato d'autorita': la rigida morale ebraica seguita da gran parte della classe politica locale rendeva infatti sgradito il quartetto, con il suo contorno di ragazze urlanti, strofe allusive, capelli lunghi e pose anti-conformiste. Secondo quanto riferito dal giornale on-line 'Y-Net', e confermato da fonti dell'ambasciata israeliana a Londra, il titolare della rappresentanza diplomatica, Ron Prosor, presenterà una lettera di scuse ufficiali ai due membri superstiti del gruppo di Liverpool, Paul McCartney e Ringo Starr, nonche' ai familiari di John Lennon e a quelli George Harrison, entrambi prematuramente scomparsi. L'ambasciatore comincera' proprio dal piu' trasgressivo della band, Lennon, consegnando oggi stesso copia della missiva a una sua congiunta: non però alla vedova, Yoko Ono, ne' ai due figli del musicista, Julian e Sean; bensi', bizzarramente, alla sorellastra Julia Baird, nata dalla relazione della comune madre Julia con un altro uomo, dopo il fallimento dell'unione con il padre di John, Alfred. La cerimonia si terra' nel Museo di Liverpool dedicato ai figli piu' celebri della citta' inglese. Meglio tardi che mai, ma dietro al tardivo gesto distensivo ci sono anche ragioni di opportunità: Prosor approfittera' infatti dell'occasione per invitare Paul e Ringo in patria per una storica performance, da tenersi il prossimo maggio nell'ambito delle celebrazioni per il sessantesimo anniversario della fondazione dello Stato ebraico. Lo ha anticipato il quotidiano 'Yedioth Ahronoth', che pubblica anche un estratto del messaggio, scritto a quanto sembra di suo pugno dal ministro degli Esteri in persona, signora Tzipi Livni. "Vorremmo cogliere l'opportunita' per correggere un'occasione storica andata malauguratamente perduta nel 1965, quando foste invitati in Israele", recita il testo. "Disgraziatamente, lo Stato israeliano cancello' la vostra esibizione a causa della mancanza di fondi, e anche in quanto numerosi uomini politici eletti alla Knesset (il locale Parlamento monocamerale; ndr) all'epoca ritenevano che essa avrebbe corrotto le menti della nostra gioventu'. Non c'e' alcun dubbio", si ammette, "sul fatto che fu una grande occasione perduta l'aver impedito a persone come voi, che modellarono le menti di un'intera generazione, di venire in Israele a suonare davanti ai giovani israeliani, che vi ammiravano allora e continuano ad ammirarvi adesso", e' la conclusione. Formalmente il provvedimento censorio fu adottato dal ministro della Pubblica Istruzione al tempo in carica, Yaacov Schneider, che per colmo di paradosso nemmeno era un ultra-conservatore o un integralista ortodosso, ma un esponente degli ambienti progressisti e pacifisti. Ha preso le difese del genitore, ormai scomparso, l'ex deputato e leader del partito d'ispirazione socialdemocratica 'Meretz', Yossi Sarid: "Si dice che fu mio padre a proibire ai Beatles di entrare nel nostro Paese, pero' io ho indagato sulla faccenda senza trovare nemmeno una prova", ha puntualizzato, per poi pero' aggiungere: "Comunque, mi e' sembrata una bella leggenda, e quindi perche' smontarla? Forse", ha concesso Sarid, "gli dissero che quei quattro erano capelloni e che assumevano droghe. Lui dei Beatles non era un grande esperto...".
Articolo del
28/01/2008 -
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