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''Credo in Dio, sono credente. Penso che chiunque svolge un'attivita' di tipo artistico e creativo non puo' non esserlo: la musica e l'arte ti portano sull'orlo di una realta' trascendente. Non posso non riconoscere che esiste una realta' trascendente straordinaria e misteriosa. Io sono giunto li', sull'orlo. Per me l'ateismo e' inconcepibile''. Giovane compositore dal talento straordinario, Giovanni Allevi ha raccontato le sue speranze e la sua fede di cattolico mite e risoluto al mensile di cultura religiosa ''Jesus'', pubblicato dal Gruppo San Paolo, lo stesso che stampa il settimanale ''Famiglia cristiana''. Giovanni Allevi, 38 anni, rielabora la tradizione classica europea aprendola alle nuove tendenze pop e contemporanee. Dal 2005, da quando con le sue composizioni per pianoforte incanto' gli spettatori al Blue Note di New York, Allevi raccoglie elogi e riconoscimenti. I teatri gli spalancano le porte, dall'Europa agli Stati Uniti alla Cina folle entusiaste lo seguono e i giovani sono in prima fila. ''Sicuramente sono un peccatore perche' non riesco a essere un praticante assiduo come vorrei. Ma nemmeno sono permissivo e progressista perche' sono convinto - spiega Allevi alla rivista cattolica - che i comandamenti siano chiari e definiti, siano un principio regolativo e debbano essere seguiti senza cercare scuse o scappatoie. Dal punto di vista teologico considero l'impianto teorico del cattolicesimo, e piu' in generale del cristianesimo, straordinario: ritengo che abbia un fascino e una complessita' ineguagliabili se paragonato a quello di altre religioni perche' il fatto che Dio sia sceso sulla terra, si sia fatto uomo, sia morto come il peggiore dei criminali e sia risorto, e' un fatto sconvolgente. Che solleva anche un'infinita' di domande e questioni. In Italia, che ha una secolare tradizione cattolica, rischiamo di abituarci a qualcosa che e', appunto, straordinario''.
Rispondendo ad una domanda sulla figura di Cristo, Giovanni Allevi afferma: ''Cio' che piu' mi sconvolge, mi affascina ed esalta, e ritengo esemplare di Gesu' e' il fatto di aver considerato la propria esistenza come una missione, una missione da perseguire a qualunque costo, sino all'ultimo, anche quando tutto gli era contro. Noi oggi pensiamo alla storia di Gesu' in termini gloriosi, ma se la osserviamo dal suo punto di vista ha vissuto momenti davvero terribili, eppure, nonostante cio', ha portato avanti la sua missione con coerenza e amore sino alla fine. Per questo, ho sempre sentito e sento di voler vivere sino in fondo la mia piccola missione e di voler portare avanti la mia idea di musica a qualunque costo, anche se questo vuol dire, ad esempio, andare contro le logiche di mercato''
Articolo del
18/02/2008 -
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